Caos, la nascita di una nuova scienza

James Gleick con il suo libro divulgativo “Caos la nascita di una nuova scienza”, tradotto in diciotto lingue, ci guida alla scoperta del nuovo approccio scientifico della teoria del caos che a partire dagli anni settanta si è fatto strada ed è divenuto sempre più accreditato negli ambienti accademici. Una rivoluzione di metodo? Forse. Certamente si tratta di nuovo modo di analisi che prevede la necessità di prendere in considerazione anche ciò che apparentemente può apparire superfluo o insignificante per ricollocarlo e studiarlo secondo un’altra ottica, un diverso punto di vista. Gleick ci guida con pagine divulgative alternate a pagine più tecniche alla scoperta, anche nel quotidiano, dei principi che sono alla base dell’effetto farfalla. Infatti è proprio nella diversità e nell’apparente mancanza di riferimenti di ciò che è sotto i nostri occhi ogni giorno che, a volte, si cela un ordine nascosto, composto, spesso, da connessioni inaspettate. Coincidenze e similitudini ci svelano anche la presenza di eventi che si ripetono partendo da particolari minimi che condizionano eventi enormi. L’irregolarità ha spesso una sua regolarità, offuscata solo in apparenza. Il divenire ha un suo ordine di sviluppo portatore di novità, e spesso imprevedibile, ma che segue principi causali, dove il caso innesca solo altri processi causali e logici. Una sfida scientifica e etica di conoscenza con cui confrontarsi e con cui affrontare il relativismo epistemologico del secolo scorso (Kuhn e Feyerabend). La teoria del caos ci spiega perché gli esperimenti a volte non si ripetono, e al tempo stesso ci spinge a osservare quei piccoli elementi che ne condizionano la ripetizione ma che a volte la consentono. Il percorso del fumo della sigaretta o di un fiammifero, l’andamento dei prezzi in borsa, il battito cardiaco, il mantello di un felino, e personalmente aggiungerei il tennis.
James Gleick (1954) è giornalista scientifico del New York Times Continua a leggere