La scusa dell’imprevedibilità: dal Vajont all’irresponsabilità moderna

La frana dei cervelli

La frana dei cervelli

I terremoti sono prevedibili? Le frane lo sono? Gli tsunami? La necessità di prevedere eventi catastrofici è sempre stata un’esigenza. La scienza moderna, fuori dalle condizioni di laboratorio, ovvero in condizioni di sistemi chiusi dove vengono isolati il numero di fattori presi in considerazioni, fornisce solo delle previsioni di ordine probabilistico. Qui nascono conseguenze che danno origine a incomprensioni e a margini interpretativi che non di rado rappresentano alibi per sfuggire a condanne e dichiararsi irresponsabili. Per fare chiarezza sulla questione occorre definire cosa si intende per con la parola “previsione”, perché le polemiche si riducono, spesso se non sempre, a sterili questioni semantiche, le quali se non rappresentano il futuro della filosofia tanto meno sono in grado di fornire soluzioni concrete nell’assegnare responsabilità e nel fare prevenzione mirata. Discutere sulle parole è inutile e dannoso. Cos’è allora una previsione? Se con questo sostantivo si intende anno, giorno, ora, minuti e magari il secondo e il luogo con dettagliata circoscrizione di un evento niente sarebbe prevedibile in questo senso. Ma la previsione è un area di sfumature di prevedibilità che la matematica ci aiuta a comprendere per mezzo delle percentuali, delle probabilità. In un estremo possiamo mettere la massima imprevedibilità: un evento di cui non sappiamo niente, che dipende da fattori che non conosciamo, non possiamo azzardare nessuna ipotesi, nulla (né quando, né dove, né perché). Dall’altra estremità c’è l’utopica possibilità di riuscire a sapere tutto di un evento, fino al millimetro e a al millesimo di secondo. Probabilmente non raggiungeremo mai questa capacità di fare previsioni, ma nel mezzo ci sono varie forme intermedie, e non salti evolutivi. Qui si esercita, o meglio dovrebbe esercitarsi, la responsabilità degli uomini sorretta da una consapevolezza in grado di far scegliere con cautela e, anche in ambito legale, di giudicare con serenità evitando gli estremismi. Posso affermare che un evento è imprevedibile se non conosco il secondo esatto in cui si verificherà? Posso dirlo se non so niente del minuto? Un terremoto può dirsi imprevedibile se non è possibile stabilire l’anno in cui la terra si muoverà? O il decennio? O il secolo? Non credo che nessuno se la senta nell’avanzare una risposta positiva. La realtà è che una conoscenza limitata permette una previsione di carattere generale ma non preclude in modo assoluto la facoltà di conoscere e prendere precauzioni. Una semplice cartina sismica, in cui sono indicate faglie, struttura del terreno, frequenza e intensità dei terremoti accaduti, è da considerare una forma predizione. Vi sono tutte le informazioni sensibili in grado di discernere quali zone saranno più o meno soggette ad eventi sismici di una determinata entità. Sapevano che il monte Toc era composto da una frana che con molta probabilità sarebbe caduta. Non se ne conosceva il volume preciso, per altro responsabilmente sottostimato, ma si poteva calcolare una forchetta delle stime: quella massima e quella minima e da qui indurre le conseguenze sulle valli. La facilità con cui spesso si giudicano eventi imprevedibili quando sui media si discute di questi argomenti è un puro esercizio retorico surrettizio, sicuramente irresponsabile e, in alcuni casi tendenzioso. Una scusa con cui si difendono interessi e professionalità, si scansano le responsabilità e si mantiene aperta una maggiore libertà di azione per il futuro in circostanze simili.

Affermare che un evento è imprevedibile è molto spesso un alibi giudiziario, oltre che un’inesattezza che rende il concetto metafisico. Ed è diventata una frase comunemente accettata solo perché l’indole umana è facilmente suggestionabile dalla paura di qualcosa che non controlla nei dettagli e dal mistero. La vita empirica è più semplice e comprensibile delle paure. Se si prendono gli estremi della scala che va dalla prevedibilità massima all’imprevedibilità oggi esistono più condizioni in cui siamo in grado di fare ipotesi rispetto a quelle in cui una situazione rimane completamente oscura. Se la definizione lessicale di previsione comunemente accetta fosse quella che consente di dichiarare prevedibile un evento appena se ne conosce qualcosa si direbbe tutti gli eventi sono prevedibili. Ma è più comodo far finta di nulla e proteggersi dietro il concetto di una fatalità che toglie le castagne della responsabilità dal fuoco. È più comodo per tutti, perché potrebbe capitare a chiunque di doversi giustificare.

Un’etica responsabile che si basa sulle realtà e sui saperi scientifici è invece più difficile da organizzare rispetto alla fuga verso l’imperscrutabile. Si poggia su due cardini: una cultura scientifica diffusa, a cui ogni individuo dovrà essere educato in modo che gli avvisi non vengano interpretati come allarmi che inducono panico; l’abbandono del paternalismo e la conseguente consapevolezza che ogni individuo è in grado di comprendere e scegliere per se stesso in base alle informazione fornitegli di cui comprende entità, implicazioni e valore. Forse con un po’ di pazienza…

Il misero scoop dell’Espresso sul villaggio ecosostenibile e inesistente di Beppe Grillo

Articolo aggiornato dopo la pubblicazione iniziale.

Migliori spiegazioni le trovate nell’intervista rilasciata al Fatto Quotidiano

Il filmato a nome di Walter Vezzoli era on line dal 2009. È sufficiente cercare su youtube ecofeduo. In più non solo è opportuno che chi ne ha la possibilità investa, con le forme societarie del luogo, in nicchie ecologiche e progetti che si accordano con la difesa della natura. Altrimenti certi luoghi sarebbero preda di altri tipi di investimento. Insomma mentre i giornalisti dell’espresso sprecano risorse ed energie in inchieste inesistenti, in Italia si aspetta il prossimo che si butta da una finestra. Non è nemmeno troppo irrealistico pensare che il numero delle società sia dovuto alla complessità dell’investimento. Indurre a pensare, poi, che un’assoluzione sia una colpa è una tecnica giustizialista tipica di un garantismo da due pesi e due misure.

http://www.youtube.com/watch?v=eaSk4Xp3EHA

Le origini della vita più semplici del sospettabile

La ricerca dei principi semplici alla base della vita è uno dei cardini che guida la ricerca scientifica. Spiegare una realtà complessa con altrettanta complessità non è un metodo per chiarire i meccanismi che sono alla base della realtà che i nostri sensi vivono tutti i giorni, e neanche di quella che viene osservata attraverso strumenti. I meccanismi chimici e fisici che hanno permesso la costituzione di una prima protocellula potrebbero risiedere nei processi chimici delle zone idrotermali sul fondo dell'oceano. Molta energia presente, la possibilità di conservarla e un semplice inizio che nasce dalla presenza di rocce, acqua e anidride carbonica. Una spiegazione coerente e semplice, in grado di scalzare ogni mito. Di misteri ne restano sempre meno per non dire nessuno.

At the origin of life the first protocells must have needed a vast amount of energy to drive their metabolism and replication, as enzymes that catalyse very specific reactions were yet to evolve. Most energy flux must have simply dissipated without use.

The answer lies in the chemistry of deep-sea hydrothermal vents. In their paper Nick Lane (UCL, Genetics, Evolution and Environment) and Bill Martin (University of Dusseldorf) address the question of where all this energy came from — and why all life as we know it conserves energy in the peculiar form of ion gradients across membranes.

Continua su Science Daily

 

Riscaldamento globale: qualche prova nemmeno troppo piccola

Il numero di incendi negli Stati Uniti è salito anche del 656%.

Ghiaccio della Groenlandia sciolto in 4 giorni.

Siccità negli stati centrali.

Barriere coralline condannate.

Conflitti interni agli stati in aumento con una correlazione storica che associa un aumento di questo tipo di conflitti tra il 1000 e il 1900 proprio con i cambiamenti climatici. E’ il più alto incremento di guerre civili dopo il picco avuto subito dopo la fine della guerra fredda. Qualcuno sosterrà ancora che manca la pistola fumante ma in terra ci sono molti bossoli.

The Atlantic

L’infibulazione è un reato contro la persona

Sono le informazioni scientifiche a fornire sostegno a questa tesi. La Vita sentimentale, psicologica e affettiva, nonché quella fisica, non può essere piena, libera e soddisfacente dopo una mutilazione. Mutilazione che avviene su bambine che non sono in grado di decidere per loro sesse e subiscono la volontà di coloro che ancora oggi, nell’era dei satelliti geostazionari con cui probabilmente gli stessi padri delle vittime si gustano qualche evento sportivo, rimangono ancorati a concezioni tribali e irrazionali della realtà. L’informazione scientifica relativa anche all’evoluzione fornisce i solidi sostegni per condannare con chiarezza questi atti. In queste situazioni il sapere scientifico fornisce le informazioni per poter prendere posizione evitando le semplicistiche scusanti che rimandano a culture e religioni diverse.
Le testimonianze sui numeri di chi ha assistito a queste pratiche tribali dove. Altre donne che presenziano a questi riti sacrificali di una parte della personalità e della fisicità di un essere vivente sono preoccupanti.
http://bit.ly/UzTn15 via rdf.

L’infibulazione è un reato contro la persona

Già la democrazia servirebbe a questo. RDF: How democracy works in nature

Non ho terminato di leggere l’articolo su come emergono in natura decisioni collettive partendo da quelle individuali anche se ne ho un’idea generale e un libro su un argomento simile. Mi sono fermato alla prima frase dell’articolo: “Last week, citizens of the United States voted to select who they thought would best serve them as President of their country, as legislators for their states, and more.

Infatti le elezioni servirebbero proprio a eleggere chi è in grado di servire gli interessi del paese e di conseguenza dei singoli cittadini. Non credo che in Italia se lo siano dimenticato (politici e tecnici), è molto più probabile che non lo abbiano mai compreso.

RDF: How democracy works in nature

Rinnovabili, le paure dellEnel “A rischio impianti convenzionali” – Repubblica.it

Via organizzatevi! Esserci stati non implica necessariamente esserci per sempre.

Il boom nella produzione di energia rinnovabile, arrivata ormai a coprire oltre un quarto del fabbisogno nazionale di elettricità, unito a consumi ormai da anni stabili o in calo, rende sempre più mariginale la necessità di produrre energia dalle centrali tradizionali, costringendole a lavorare a scartamento ridotto, con pesanti ripercussioni sulla loro redditività.

viaRinnovabili, le paure dellEnel “A rischio impianti convenzionali” – Repubblica.it.

Fermi e non succederà niente

Neve e prodotto interno lordo

Era necessaria la neve per fermare il parossismo della crescita. Il PIL sono anche le ambulanze che si muovono, come sosteneva John Kennedy. La crisi aveva fatto il suo ma questa nevicata rende forse più chiaro che l’asmatica ricerca della produttività è un inganno alla razionalità.

Il costo delle menzogne è a lungo termine

Il disastro ecologico del Golfo del Messico sembra divenuto un caso di quelli esemplari per evidenziare quanto paga e quanto costa una menzogna a breve  e a lungo termine. Per esaminare la questione non è nemmeno necessario indagare su chi nello specifico abbia ragione o torto, perché spesso le responsabilità si dividono in modo diffuso. Rimane comunque chiaro che una bugia chiama una bugia e tutte hanno un costo che prevede la copertura della verità. Finché le cose vanno bene si incassano i vantaggi ma se un particolare dovesse andare storto magari qualcuno potrebbe avere interesse a indagare, per esempio sui test del cemento utilizzato nelle piattaforme petrolifere. Un risparmio a breve termine si trasforma in costo sul lungo periodo: intanto ci sono le spese legali che non saranno uno scherzo.

All’inizio di dicembre Bp ha accusato Halliburton di aver distrutto prove legate ai test condotti sul cemento usato dalla stessa Halliburton per costruire la piattaforma all’origine del disastro 2.

via Marea nera, Bp ora vuole un rimborso chiede 20 miliardi alla Halliburton – Repubblica.it.

Disegno intelligente? Piuttosto contorto

sembra proprio che il video sia stato rimosso e sostituito forse perché troppo scandaloso godetevi Disney. Cmq qui trovate un link di riferimento sugli studi dell’etologa Patty Brennan dell’Universita del Massachusetts

La storia del sesso delle paperelle (Germani) ha dell’incredibile. Se lo sapessero i bambini che le guardano nei laghetti di qualche parco, o gli anziani che portano un po’ di pane, rimarrebbero sconvolti. Credo anche che la presa di coscienza sarebbe deflagrante nei confronti di ogni tipo di approccio creazionista, perché i motivi razionali per mettersi in una bega del genere non esistono. La situazione è questa: le femmine scelgono i maschi in base al piumaggio. Fin qui niente di particolare, accede spesso nel regno animale. Ma evidentemente da qualche parte è nato un maschio che si accoppiava anche contro la volontà delle femmine anche quindi se non veniva scelto. La differenza non poteva che essere premiata dall’evoluzione sopratutto nei confronti di chi subiva la scelta femminile passivamente. Così il gene dell’accoppiamento contro volontà si è diffuso rapidamente e non sono insoliti attacchi di più maschi alle femmine che possono rimanere ferite o addirittura morire. E questo è solo l’inizio perché da qui si è innescata una corsa agli armamenti sessuali (il senso non è figurato). Le femmine che hanno sviluppato un organo sessuale a forma di vite che rendeva difficoltosa una penetrazione contro la propria volontà sono state premiate, ma al tempo stesso tra i maschi che non venivano scelti sono stati premiati quelli la cui forma del pene e la forza di penetrazione riusciva a superare gli ostacoli di una scomoda vagina. Così sono nati peni a forma di vite e particolarissimi uncini finali (lo scopo è facilmente immaginabile). La realtà è che una volta innescato questo meccanismo di rincorsa reciproca le papere non possono fare nulla per fermarlo. Non ci riesce nemmeno l’uomo con le proprie derive evolutive, anche se racconta a se stesso di essere dotato di razionalità.
Il problema fondamentale (in una società) è che se c’è una cosa che tutti vogliono fare o accumulare che sia sesso, riproduzione, denaro, risorse di altro genere, o si trova un accordo per garantire un minimo a tutti oppure la conseguenza diretta è che qualcuno trova la soluzione per raggiungere lo stesso i propri scopi. Il modo con cui li raggiunge potrebbe non essere il massimo dell’etica, dell’onesta, e la storia con la cronaca insegnano (non solo le paperelle) che il ricorso alla violenza è sempre una soluzione disponibile se l’alternativa è l’estinzione.
Piccole anticipazioni dal saggio (sopra).

Senza petrolio come si pagano le multe

Il fatto che alla British Petroleum sia stato concesso di tornare a scavare nel Golfo del Messico non sembra un buon colpo per Barak Obama. La BP non ha ancora pagato le multe e la situazione nel golfo è ancora lontana dal tornare alla normalità, con pesce e crostacei ancora pericolosi per le donne in gravidanza. Anche gli ecosistemi sono ancora in crisi secondo gli esperti ambientali. Dall’altro lato una legge più stringente sulla sicurezza in campo di estrazione petrolifera non è ancora stata approvata dal Congresso. Così le voci critiche aumentano con la BP che potrà tornare al lavoro. L’associazione più semplice è che se non lavora o se dovessero aumentare gli oneri per la creazione dei pozzi, a causa di una maggiore sicurezza, diventerebbe difficile pagare le multe e le richieste di danni.

A lot of people are not pleased with President Obama after he approved a plan for BP to drill in the Gulf of Mexico, the first of its kind since last year’s Deepwater Horizon explosion. Among the upset factions is the top Democrat on the House Natural Resources Committee, Ed Markey. “Comprehensive safety legislation hasn’t passed Congress, and BP hasn’t paid the fines they owe for their spill, yet BP is being given back the keys to drill in the Gulf,”

viaObama Greenlights BP’s Return to Drilling in the Gulf – National – The Atlantic Wire.

Gli uccelli cambiano tonalità del canto, ma sono meno attraenti

Sforzi canori

C’è un problema di fondo che deriva dall’inquinamento acustico: in zone molto rumorose a causa del traffico, della presenza di industrie o di altre fonti rumorose le cinciallegre maschio inizano a cantare con tonalità più alte, per farsi sentire dalle femmine. Ma queste ultime preferiscono i toni più melodiosi e non quelli più alti.

Così si arriva a un compromesso evolutivo, perchè chi ha un canto più attraente rischia di non essere sentito rispetto ai maschi con una melodia meno piacevole ma capace di sovrastare il rumore. Sacrificare il bel canto almeno per trovarsi.

Noise pollution from roads, industries and other sources forces some birds to sing at higher frequencies.

By changing their tunes, male birds become less attractive to females.

Noise is just one of many threats facing birds around the world.

When bombarded by noise pollution, some male birds begin to sing higher tunes, found a new study. And that tonal shift makes them less attractive to females.

The findings suggest that birds must make difficult trade-offs in urban areas and places where traffic and industrial noises threaten to drown them out. Either they sing less appealing songs or tones in an effort to rise above the din, or they sing the songs that make them sound appealing at the risk of not being heard at all.

“If females can hear all song types equally well, they will go for the sexy ones, but if they cannot hear the sexy ones well anymore, then they might just go for the songs they can still hear,” said Wouter Halfwerk, a behavioral ecologist at Leiden University in the Netherlands. “It could very well be that noise pollution is interfering with reproductive decisions by females.”

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via Birds Are Changing Their Tune – Emily Sohn – Discovery News – RichardDawkins.net.

Perché in Italia si dice la verità su qualcosa?

In Svizzera hanno le idee poco chiare sul nostro paese. Non verrebbe presa nemmeno come un’accusa.

MILANO – L’Italia non fornisce dati reali sull’emissione dei gas serra, in particolare sugli idrocarburi alogenati come il trifluorometano (Hfc-23), un potentissimo gas serra con una durata nell’atmosfera di 270 anni e una potenzialità maggiore di quasi 15 mila volte quella dell’anidride carbonica. La pesante accusa proviene dall’Empa, i Laboratori federali svizzeri di scienza dei materiali e tecnologia, quindi un organismo ufficiale elvetico, rilevata tramite la stazione di ricerca posizionata sul passo della Jungfrau a 3.580 metri d’altezza che ha utilizzato uno speciale gascromatografo spettrometro di massa denominato Medusa. Con questo strumento non solo si analizzano una cinquantina di composti alogenati ma, grazie a modelli computerizzati della circolazione atmosferica, è possibile identificare anche da dove provengono. E qui partono le accuse all’Italia, che emette da dieci a venti volte in più di quanto dichiarato.

ACCUSE – L’Hfc-23 è un sottoprodotto della lavorazione del clorodifluorometano (Hcfc-22), utilizzato come refrigerante, schiumogeno e nella produzione del teflon. L’Hcfc-22 viene impiegato come sostituto dei Cfc-11 e Cfc-12, messi al bando dal protocollo di Montreal in quanto principali cause del buco dell’ozono. Anche l’Hcfc-22 ha però il potere di distruggere lo strato di ozono, seppur di molto minore. Tanto che dal 1° gennaio 2010 è vietato importare, produrre o vendere il composto per nuove apparecchiature dove viene di solito impiegato e dal 1° gennaio 2015 gli Hcfc saranno completamente banditi.

Continua Via Corriere della Sera

Gli oceani si stanno scaldando come previsto

riscaldamento oceani

Anche in questo caso le idee dei negazionisti sembrano essere tagliate fuori dalla realtà. La rivelazione dei dati dal 2005 al 2010 lascia poco spazio a ipotesi fantasiose. Il trend è chiaro anche con i margini di incertezza e le possibilità di errore si riducono man mano che cresce la lunghezza dell’osservazione. Le conclusioni sono che l’aumento è stato di 0.55 watt per metro quadrato tra i 10 i 1500 metri di profondità con un 20% di possibilità di errore.

Von Schuckmann & Le Traon (2011) also estimate the errors in global trends from the period analysed, and also future error uncertainty. For the 2005-2010 period the error uncertainty is plus/minus 0.1 watt per square metre; quite large considering the global trend over the period is 0.55 watts per square metre. However, after 15 years of observations the uncertainty drops considerably, down to ± 0.02 watts per square metre. This demonstrates how longer periods of observation, along with the complete ARGO network, are critical to derive more accurate long-term ocean trends.

Conclusion

The ARGO network was completed in November 2007, and only since then has the network been able to provide more robust short-term trends. Over the period 2005-2010 the oceans (10-1500 meters down) have warmed 0.55 watts per square meter, but error uncertainty is almost 20%. Uncertainty will reduce as the length of the observational record increases, but Von Schuckmann and Le Traon (2011), caution that this is provided no more systematic errors remain in the network.

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Il complotto del riscaldamento globale: pubblicati i dati

Al fine di confutare definitivamente il sospetto che i dati sul clima della terra siano stati manipolati, le informazioni provenienti da 5113 stazioni meteorologiche di tutto il mondo per i 150 anni passati sono state rese pubbliche dal Climatic Research Unit (CRU), presso l’università di East Anglia a Norwich, Inghilterra. Mancano solamente le stazioni della Polonia. I dati li trovate qui.

Se si esclude qualche preoccupazione in merito alla pubblicazione dei dati di Trinidad e Tobago e alle sue eventuali ripercussioni a livello generale i dati grezzi sono ora pubblici. Ognuno può trarre le sue conclusioni, ma senza prescindere dai numeri a meno che non voglia rifare la rilevazione.

Le teorie le assevera, lui

Smanettare di pratiche pubbliche

Questo ne è un esempio lampante. Magari qualcuno è entrato nel merito dei quesiti e delle osservazioni asseverate, magari le ha giustificate razionalmente oltre che con i fatti. Non è che i fatti da soli dicano poi molto. Il sole sorge a est e poi tramonta a ovest, quindi gira, secondo Stracquadanio, ma potrebbero esserci più movimenti che ne spiegano uno semplice ma apparente. Forse è proprio questo che è sfuggito all’acume di Giorgio e a quello di molti dirigenti del pdl ancorati “tv centrici”.

L’ignavia, subdoli calcoli machiavellici e i quorum non raggiunti

Se non si dovesse raggiungere il quorum non si tratterebbe di una sconfitta politica, solo di una scelta, ma della persistenza della vittoria dell’assoluta mancanza di senso critico e razionalità nel paese Italia, nonché dell’affermazione di una subdola prepotenza con la quale di fatto un 30% (più o meno) della popolazione riesce a imporre la propria volontà non dichiarandola. Un luogo, questo paese, dove si continuerebbe ad avere affluenza alle urne per votare liste e candidati senza la possibilità di attribuire una preferenza e si declina sulla possibilità di scelta o comunque sull’eventualità di influire su argomenti chiari e circostanziati, solo perché è il modo più sicuro per imporre le proprie idee. L’astuzia machiavellica di chi utilizza l’ignavia per fini personali, minoritari e parziali è sempre esistita ma nella penisola è considerata quasi un virtù. E’ già accaduto in passato per il referendum sulle staminali. Con la somma di coloro che non votano per disinteresse e coloro che non votano per interesse finisce che in Italia furbizia e ignavia formano un alleanza terribile quanto solida a vantaggio di una parte che potrebbe anche essere definita un’oligarchia allargata.

Se certi avvenimenti dovessero ripetersi, se i quorum non dovessero essere raggiunti in uno o più referendum, non mi stupirei più di tanto. Sarei sicuramente più sorpreso se dovesse cambiare qualcosa, se gli italiani tornassero a essere quelli il cui senso civico e la cui razionalità (non la furbizia) li spingeva ad andare a votare: sul divorzio nel ‘74, sul nucleare  nell ‘87, sull’aborto nell’81. Chissà chi sono diventati quegli uomini e quelle donne? Domani andrò al seggio di mattina presto sarà un’occasione per arrivare al mare altrettanto presto, dopo aver votato.

Anniversari

Veicoli contaminati a Chernobyl

Certe ricorrenze lasciano interdetti. Per i meno sensibili c’è da valutare il parco macchine fermo. Chernobyl 25 anni dopo. Big Picture. Quindi è bene non votare referendum durante le ricorrenze, il popolo sovrano quando pare e se fa comodo potrebbe essere influenzato.

Non a caso si chiama reazione a catena

A Fukushima i problemi sembrano aumentare e con loro aumentano i dubbi sui fatti taciuti, le frasi che cercano di sminuire, a volte le menzogne palesi. Non so se dipende da una predisposizione naturale dell’animo umano a ridurre, ma è certo che la presa di coscienza segue la realtà a volte trainata a forza da quest’ultima. I primi che seguono questo comportamento, spiace dirlo, sono i tecnici alcuni dei quali confidano troppo nelle “magnifiche sorti progressive delle umane genti”. Ci si dimentica spesso che nel corso dei secoli che l’umanità nel suo insieme non raramente è anche regredita, se volgiamo dare un senso etico alle parole. Dalla vita sulla terra alcuni mammiferi sono tornati in mare, indietro da dove erano venuti. Arti e funzioni possono atrofizzarsi e sparire se costano troppo in termini di energia in relazione ai vantaggi per la sopravvivenza.

Si può rimanere a parlare quanto si vuole delle centrali di terza generazione, della loro sicurezza e sicure lo sono perché molte in Giappone hanno resistito, ma i conti non posso essere eseguiti con le parole, le frasi servono per capirci sui concetti e non viceversa (qualcuno potrebbe non essere d’accordo e non perderò tempo a convincerlo).

Le centrali sono relativamente sicure, producono energia elettrica, la cui stragrande maggioranza serve alle fabbriche per produrre beni di consumo. L’altra parte va nelle case anche per accendere lampadine da 40W prodotte con la stessa energia elettrica. Le centrali servono per continuare il percorso delle “magnifiche sorti progressive”. Niente da eccepire, però in caso di guasto bisognerebbe mettere in conto i danni eventuali e confrontarli con i vantaggi che si erano avuti fino a un attimo prima dell’incidente. Intere città evacuate, negozi chiusi, attività e fabbriche abbandonati. Frutta e verdura immangiabili per anni. Perché spesso dietro un sostantivo, un verbo, o la costruzione di una sintassi si nasconde un concetto che descrive un fenomeno fisico. Chiamiamola pure reazione a catena.