Quella che ormai può essere definita la prima parte dell’anno 2017 non è stata molto brillante per Andy Murray. Lo scozzese, dopo aver raggiunto la prima posizione mondiale della classifica, ha continuato ad inanellare risultati poco soddisfacenti, sin dal primo torneo dell’anno: lo Australian Open. 

Probabilmente ha pagato lo sforzo profuso per raggiungere e superare in classifica Novak Djokovic nell’ultima parte della stagione 2016. Un aiuto indiretto può averglielo dato proprio il serbo che, anche lui, unico avversario a breve termina nella lotta per la prima posizione, ha perso intensità di gioco e continuità di risultati. Così la mente di Andy ha forse trovato una ragione, tra le sinapsi meno consce, per poter riposare, considerato che Novak non stava veleggiando alla grande tanto meno insidiava la sua posizione di n.1 tanto faticosamente guadagnata.

La situazione però, al momento, non sembra migliore. A Roma, il torneo che precede il Roland Garros, Murray è uscito subito per per mano dell’italiano Fabio Fognini, mentre è sembrato in ripresa Novak Djokovic che ha raggiunto la finale pur perdendola per mano di Alexanerd Zverev. Intanto dietro ai primi due gli altri non stanno fermi. Nella race Nadal è primo e Federer secondo. Anche se i punti di distacco dello spagnolo e dei due svizzeri (compreso Wawrinka) sono circa 5000 (non pochi) là davanti, con il Roland Garros da giocare e l’arrivo della stagione sull’erba, è arrivato il momento di tornare a macinare un tennis più incisivo. Djokovic inoltre è più vicino (a meno di tremila punti) anche se a Parigi dovrà difendere la vittoria e i punti dello scorso anno.

Nello sport quando ci si ferma non è poi così facile ripartire: si rischia di perdere la condizione e i problemi si possono accavallare. Murray prima subisce un infortunio al gomito poi accusa qualche problema di salute: un po’ di influenza, un virus.

Non mi sono sentito bene, sono stato un po’ malato – ha raccontato Murray in conferenza stampa venerdì a Parigi – Succede a molti giocatori in questa parte dell’anno. Siamo molti tennisti nello stesso spogliatoio, molto sudore, microbi e sono cose che succedono. Poi mi sono allenato vari giorni a Londra con la pioggia e col freddo. E forse è stato così che ho preso questo virus. Ora mi sento molto meglio. Ho solo un po’ di tosse. È stato frustrante ovviamente ma ora mi sento bene. Starò benissimo per l’inizio del torneo.

Lo scozzese sembra fiducioso e ci auguriamo che abbia ritrovato la condizione atletica necessaria al suo tennis che fa delle doti difensive uno dei punti di forza; in caso contrario un problematico terzo turno con Juan Martin del Potro potrebbe attenderlo nel torneo parigino.

Annunci