savana
Africa

E’ vero che era un matematico, ma non sempre si riesce a tenere il filo logico in carreggiata. Il bandolo della matassa potrebbe perdersi, specialmente alla fine del ‘600 quando i pensieri sono sin troppo permeati da strascichi dogmatici di natura trascendentale. Allora non fidatevi di Leibniz, perché se la vostra immaginazione può pensare un mondo anche di poco migliore di questo allora quello in cui viviamo non è il migliore dei mondi possibili. Così eliminiamo il problema degli assoluti. Ovviamente il nostro non è nemmeno il peggiore dei mondi possibili.

Tra il peggiore e il migliore però il percorso rischia di essere molto lungo con la conseguenza che si può sempre migliorare aspirando all’asintoto della perfezione.

La recente carestia del Sudan, Corno d’Africa e Lago Chad è descritta dalla Nazioni Unite come senza precedenti. Le cause principali e collaterali dei suoi effetti sulle persone sono molteplici: la siccità, le guerre, i mancati aiuti dei governi. Anche il fattore umano è quindi determinante e contribuisce in modo non marginale a peggiorare la situazione. Le persone che non hanno cibo e acqua per sopravvivere sono circa 30 milioni. Le carestie portano l’incremento delle malattie come il colera. Boko Haram ha messo in fuga circa 2 milioni di persone. Una delle conseguenze principali è che i flussi migratori potrebbero aumentare ancora. La constatazione più immediata è che gli aiuti delle Ong come COOPI, Oxfam e altre sono insufficienti per arginare la situazione.

Ma questa non è la prima carestia che si è verificata in Africa è forse solo la peggiore dal 1945 come sostiene la Croce Rossa. Secondo i dati Unicef al mondo ci sono 165 milioni di bambini malnutriti e ogni anno 3 milioni muoiono. Ma rimanendo all’Africa il problema è diffuso in tutto il continente: la Roger Federer Foundation interviene principalmente nella parte sud dell’Africa e attualmente i beneficiari dei suoi programmi sono stati 277.000 tra Zambia, Malawi, Zimbawe, Namibia, Botswana. 75.000 di questi in Sud Africa dove la situazione politica non è delle peggiori. Si tratta di poco più di una goccia nell’oceano di cui si fa carico un tennista al posto dei governi locali e internazionali. 53.000 sono stati aiutati in Zambia e lo Zambia tecnicamente è una repubblica presidenziale.

Credo siano sufficienti questi pochi accenni per chiarire come i problemi del continente Africano siano affrontati senza un progetto internazionale coordinato, in modo frammentario, lasciati spesso alla buona volontà delle singole persone. Gli stati sono spesso assenti, incapaci, burocratici, lenti, inefficaci, sia quelli locali che quelli esteri. Per uno stato che funziona la scolarizzazione di 53.000 bambini dovrebbe rappresentare l’ordinaria amministrazione se deve intervenire Roger Federer molto più che qualcosa non funziona. Non si salva neanche la Svizzera dove la Roger Federer Foundation è intervenuta a favore di 700 bambini in povertà. C’è un orologio in svizzera che perde secondi, anzi bambini. La povertà è diffusa ovviamente.

Non diciamo niente a Leibniz però, lui crede che questo sia il migliore dei mondi possibili: quello dove si organizzano tornei di tennis miliardari affinché un campione possa far ricadere sul tessuto sociale dei vantaggi. In fondo è una strategia anche questa, un po’ contorta, ma pur sempre una strategia. Testimonia il disordine in cui viviamo, getta una luce chiarificatrice sulla “razionalità” umana e sulla casualità caotica del mondo in cui viviamo.

Però questa situazione sarebbe perfettibile anche percorrendo strade tortuose, vie intricate,  sentieri impervi: è sufficiente attendere un altro vincitore di 18 titoli del Grande Slam e sperare che sia un tipo caritatevole per raddoppiare gli interventi umanitari. E’ tutto nelle mani delle scuole tennis.

Il mondo può attendere. Cinquecento anni di tenni passano velocemente. Se nel frattempo gli sbarchi a Lampedusa dovessero aumentare prendetevela con Leibniz perché una logica imperscrutabile potrebbe essere dietro le migrazioni: far nascere un campione di tennis impegnato nel sociale.

“Nulla va considerato come un male assoluto: altrimenti Dio non sarebbe sommamente sapiente per afferrarlo con la mente, oppure non sarebbe sommamente potente per eliminarlo.” Gottfried Leibniz, Lettera a Magnus Wedderkopf – maggio 1671 (Fonte Wikipedia).

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