wimbledon-tennis.jpgCon una settimana di ritardo inizia il torneo di Wimbledon, perché la stagione sull’erba è stata allungata proprio di una settimana. La vittoria di Wawrinka al Roland Garros ha aperto nuovi scenari per questo torneo storico. Infatti se i pronostici di Parigi fossero stati rispettati quelli di Wimbledon avrebbero indicato Djokovic come il favorito quasi inattaccabile, addirittura in corsa per il grande slam. Ma il verdetto di qualche settimana fa, che ha sancito la vittoria incontestabile dello svizzero, lascia aperte molte possibilità. In questa redistribuzione delle possibilità di vittoria ne traggono vantaggio anche altri giocatori, i quali con il serbo in forma smagliante e poco umano dal punto di vista tennistico sarebbero stati inesorabilmente tagliati fuori dalla lotta.
Andy Murray con la sua quarta vittoria Queen’s è forse il primo che si candida tra la rosa dei favoriti, considerato il tennis che è riuscito ad esprimere nell’ultima settimana ed anche la buona prestazione che ha avuto al Roland Garros, dove è stato sconfitto proprio da Djokovic al quinto set. Inoltre i fantasmi e i timori che aveva reconditi nella mente dopo l’operazione alla schiena sembrano essere definitivamente scomparsi.
Ha alzato la bandierina, per manifestare che è presente, anche Roger Federer che ha messo il suo ottavo sigillo al torneo di Halle, sconfiggendo in finale un buon Andreas Seppi. Lo svizzero dopo aver eguagliato Pete Sampras, con il numero di sette vittorie sull’erba londinese, potrebbe lottare con la racchetta tra i denti per cercare di superare lo statunitense in numero di trofei. Naturalmente le abilità di gioco su questa superficie non gli mancano e non meritano al momento ulteriori approfondimenti.
Wawrinka nel torneo di preparazione a Wimbledon non ha brillato. È uscito al secondo turno al Queen’s, ma non è completamente da sottovalutare se riesce a trovare nel corso dei primi incontri un buon timing sulla palla. Il suo gioco infatti non è completamente inadatto all’erba: l’ottima esplosività di rovescio, il servizio e il buon gioco di volo ne fanno più che un outsider in grado di riservare sorprese. L’altro aspetto che dovrà cercare di curare con attenzione nei primi giorni di adattamento alla nuova superficie sarà, molto probabilmente, quello della ricerca degli appoggi in preparazione dei colpi. Tale ricerca infatti varia sensibilmente dalla terra battuta, sulla quale si può scivolare in modo controllato mentre l’erba richiede un approccio con passi leggermente più piccoli e spinte più leggere affinché si possa conciliare velocità di avvicinamento ed equilibrio al momento dell’impatto.
Rafael Nadal sarà testa di serie numero dieci. Anche lui la scorsa settimana al Queen’s non ha affatto impressionato, ma i suoi due titoli di Wimbledon, consentono di metterlo tra i giocatori pericolosi anche se non strettamente tra quelli favoriti. È scivolato, dopo questa stagione travagliata, al numero dieci della classifica, ma lo spagnolo non di rado ci ha abituato a riprese imprevedibili. Inoltre, se si considera che lo scorso anno era uscito agli ottavi di finale sconfitto da Nick Kyrgios il torneo di quest’anno potrebbe rappresentare l’occasione per recuperare qualche punto in classifica e scalare qualche posizione. Stimoli e preoccupazioni vanno di pari passo, però, e non dovrebbero mancare a Nadal, perché dietro di lui Dimitrov e Tsonga non sono molto lontani in classifica ed hanno qualità per fare bene a Wimbledon.
Dimitrov lo scorso anno eliminò Andy Murray in quattro set, mettendo fine alle speranze inglesi di vincere Wimbledon per una seconda volta in pochi anni. Il francese Tsonga è bene ricordare che nel 2011 riuscì a far aspettare un anno intero Roger Federer prima che potesse eguagliare il record di Sampras. Quell’anno, infatti, lo eliminò in cinque set, rimontando da due set a zero. Sull’erba, più che sulla terra battuta, tra una spallata di servizio ed una di dritto Tsonga può rendere la vita estremamente difficile a chiunque. Lo stesso si può dire per il bulgaro che, se riesce a trovare tranquillità di gioco, potrebbe raggiungere quel potenziale che in molti si aspettano da lui e dal suo tennis.
Ci sono poi altri giocatori che sulla superficie veloce dell’erba possono dire la loro. C’è il già citato Kyrgios, ma anche Ivo Karlovic, con il suo servizio potrebbe creare problemi a qualcuno. Isner, Gasquet, Tomic, Lopez, Querrey possono essere anche loro mine vaganti in grado di rendere più imprevedibile l’andamento del tabellone. È sufficiente una giornata storta da parte dei loro avversari per permettere a questi giocatori di prendere il sopravvento spezzando ulteriormente i ritmi di gioco.
Berdych, Cilic e Nishikori sono un gradino più in alto e forse in grado, se trovano qualche giornata di completa fiducia, di lottare per la finale del torneo. Forse ha qualche probabilità in più il ceco, sia di Cilic che del giapponese, il quale però facendo affidamento sulla propria velocità di spostamento, rapidità di falcata e leggerezza potrebbe far vedere un buon tennis su un erba che non premia più il gioco al volo e gli scambi rapidi con pochi colpi dopo il servizio.
Il torneo di quest’anno appare quindi molto più aperto rispetto agli anni passati. Rimane da dare ragione a John McEnroe, il quale recentemente ha dichiarato che secondo lui l’era dei fab 4 è finita. Forse il risultato finale darà torto al fuoriclasse statunitense ma le aspettative per questo torneo sembrano ad oggi più fresche di quelle degli anni scorsi. Non rimane che aspettare la composizione del tabellone e augurare a tutti un buon Wimbledon.

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