Oggy e i maledetti scarafaggi
Oggy e i maledetti scarafaggi

Pubblicato su Formula tennis.

Scrivere di tennis senza guardarlo potrebbe risultare un’impresa ardua, ma è l’unica soluzione che rimane quando la tv, nelle ore serali, è monopolizzata dalle esigenze di un figlio di cinque anni a cui non si possono sottrarre i Dalton o Oggy e i maledetti scarafaggi per qualche partita di tennis, per altro commentata in tedesco, visto che la parabola è orientata su Astra a causa della crisi economica. Quanti denari vorrà mai accumulare il signor Rupert Murdoch? Molti, forse troppi per un uomo solo, ma non possiamo nemmeno considerate tale interesse contro natura, visto che la sindrome da accumulo eccessivo è stata riscontrata anche in alcuni scoiattoli dell’Inghilterra, i quali nascondono talmente tante noccioline per l’inverno da non ricordarsi dove le hanno messe. Come dimenticarsi di un conto in banca o di qualche spicciolo lasciato qua e là.

Non che, poi, i bravi commentatori di Eurosport tedesca non meritino di essere ascoltati, tutt’altro, ma la realtà è che Oggy è tutto di un altro spessore. Un gatto che sopra la testiera del letto ha la riproduzione dell’incoronazione di napoleone di Jacques-Louis David merita che qualche partita dello US Open venga trascurata a suo favore.

Infatti anche se qualche novità il torneo di quest’anno l’ha regalata il rischio che venga incoronato sempre uno stesso imperatore è elevata, con Novak Djokovic e Roger Federer divisi nelle semifinali. Kei Nishikori dopo anni di sudori caldi e fatiche imbrocca il torneo della vita dell’intero Giappone e approda in semifinale. Memorie di imprese simili, meglio dire dimenticanze, risalgono ai tempi tra la prima e la seconda guerra mondiale (nel 1918 ci riuscì Ichiya Kumagai) e considerato che la genetica ha i sui tempi lunghetti, molto probabilmente, i giapponesi dovranno godersi a fondo questo momento perché potrebbe passare quasi una altro secolo prima di poterlo rivivere. Il giapponesino ha davanti il serbo Djokovic rappresentante della nazione per alcuni aspetti antitetica alla sua, infatti la Serbia, o meglio alcune zone della ex Jugoslavia, sono l’area geografica in cui gli abitanti hanno l’altezza media più alta d’Europa (circa 1.83 metri). Se Kei riuscirà nell’impresa ciclopica dell’ennesima sfida di Davide contro Golia la finale non sarebbe da meno di un’altra impresa titanica, chiunque arrivasse dall’altra parte del tabellone. Anche il racconto mitologico biblico parla di un solo Golia sconfitto non due, e Nishikori di imprese ne ha già effettuate almeno un paio sia con Raonic che con Wawrinka. Comunque anche se le probabilità sono contro il giapponese nessuno vuole porre limiti alla crescita del mito, tantomeno smettere di nutrirlo di speranza.

Nella seconda semifinale Marin Cilic la cui altezza è qualcosa che unisce le etnie della ex Jugoslavia, considerate diverse solo nelle fantasie più pericolose che hanno vessato e squassato i popoli di quelle regioni per anni, si trova davanti un Roger Federer visibilmente dimagrito che sembra aver ritrovato la rapidità e i colpi degli anni migliori. La fioritura definitiva del gigante croato di Medjugorje dipende molto anche dalla resistenza dello svizzero il cui tempo si è fermato prima del tramonto. Il quarto di finale vinto in rimonta contro Gael Monfils è lì a rendere merito alle abilità tecniche e fisiche di Roger Federer.

Una vera sorpresa sarebbe una finale inedita e nuova: quella tra Nishikori e Cilic. Ma un’analisi attenta la rende percepibile come molto improbabile. Se quindi il timore che allo Us Open 2014 verrà incoronato uno dei soliti due imperatori è alta e crea disagi rimane aperta un’altra eventualità: guardarsi una puntata di Oggy e i maledetti scarafaggi. Oh, no! Anche lì Napoleone si incorona da solo, proprio sopra i letto di Oggy. Speriamo almeno in mezzo Napoleone incoronato a New York. Maledetti scarafaggi!

Fabrizio Brascugli

Annunci