Sex and the City
Sex and the City

Le recenti polemiche scaturite dalle dichiarazioni di Guido Barilla potrebbero trovare una ricomposizione alla luce dell’evoluzione. Altro che scandali, indignazione, semplici moralismi, false ipocrisie e sconvolgimenti, qui è necessario comprendere senza ingannarsi.

I gay avrebbero dovuto estinguersi visto che non si riproducono. Questa è una delle principali obiezioni che si sentono quando si parla di natura e omosessualità. L’affermazione che ritiene gli omosessuali contro natura è ancor più approssimativa. La natura è molto più sfaccetta, articolata di quanto si possa immaginare soprattutto se si ha poco e tempo e limitata fantasia.
Una delle teorie per spiegare l’esistenza dell’omosessualità è talmente sottile quanto disarmante nei confronti dei pregiudizi. Si tratta della “teoria dello zio gay”. Per comprenderla è necessario fare due premesse. Dal punto di vista genetico i fratelli condividono il 50% del DNA e nella trasmissione dei caratteri il “crossing over” interviene per aumentare la variabilità dei caratteri trasmessi per evitare che si diffondano sempre le stesse informazioni genetiche. In pratica il meccanismo riduce le possibilità che un genitore trasmetta sempre gli stessi caratteri a due figli, è anche per questo che i fratelli, che non siano gemelli omozigoti, sono spesso molto diversi tra loro, perché ricevono caratteri diversi sia dalla madre che dal padre.
È qui lo zio gay (o la zia) trova un modo particolare, in perfetto stile famiglia tradizionale Barilla, per assicurarsi che i suoi geni passino alla generazione successiva. In gruppi di primati o ominidi uno zio gay non riproducendosi direttamente avrebbe dedicato risorse e attenzioni per aiutare i propri fratelli nell’allevare i nipoti e permettendo di farne nascere qualcuno in più. Ora un genitore trasmette solo il 50% del proprio DNA a un figlio, pertanto uno zio che ha due nipoti è come se avesse avuto un figlio dal punto di vista dell’informazione genetica che passa alla generazione successiva: il 25% per ogni nipote. Pertanto la variazione casuale delle inclinazioni sessuali omosessuali aumenta le sue probabilità di diffusione con la maggiore disponibilità ad aiutare i fratelli nell’allevare i figli. Quattro nipoti equivalgono a due figli, otto a quattro figli con il gene dell’omosessualità che vedrebbe incrementare le probabilità di essere selezionato tramite il “crossing over”.
Qualche creativo potrebbe ideare un’ottima pubblicità di una famiglia tradizionale da migliaia di anni, in cui i gay aiutano tutti, quindi anche gli eterosessuali, per vivere una vita migliore con vantaggi reciproci e senza paralizzanti imbarazzi dovuti a irrazionali pregiudizi.
Ci sono anche altre teorie in merito, ma questa possiede qualcosa di particolare per come è strutturata. I comportamenti etici si sono evoluti in gruppi di consanguinei, con molta probabilità, gruppi in cui i vantaggi della collaborazione ricadevano su tutti gli individui.
Se l’idea non vi convince forse non avete mai visto le competizioni di Sex and the City per l’amico gay. Dove c’è Barilla c’è casa, molti fratelli, tanti nipotini e uno zio gay. Se gli eterosessuali esistono lo devono un po’ anche a lui. La frontiera del marketing globale è darwiniana.
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