Razionalità abbandonate
Razionalità abbandonate

Gli avvenimenti di cronaca delle settimane scorse sono sufficientemente esplicativi. Le moderne società vedono confluire negli stessi luoghi di convivenza etnie diverse le cui visioni divergono in modo graduale fino a raggiungere estremi di incomprensione difficilmente riconciliabili. Dalle aggressioni ai soldati in Inghilterra, all’attentato di Boston fino alle rivolte di Stoccolma l’impressione è quella di trovarsi davanti alla deflagrazione di profonde divergenze che hanno covato e covano sotto l’apparenza sociale della tranquillità. Enclave di varia natura sociale e religiosa si annidano all’interno delle società moderne; tradizioni, riti, credenze e interpretazioni fantasiose della realtà divengo i principali attriti di oggi. Se nella maggior parte dei casi si tratta di frizioni di lieve entità, e forse risolvibili con il semplice buon senso, altre volte le situazioni sono critiche. Sempre più spesso le difficoltà nascondono un’incapacità relazionale radicata negli individui. Le differenze non sono sempre solubili, lo sono solo parzialmente, e quando la soluzione è satura i fondamenti rimangono distinti e socialmente inconciliabili. La ragioni vanno comprese a fondo al fine di trovare una soluzione all’organizzazione delle società future.

È sempre più evidente come l’umanità di oggi sia sempre legata a concezioni comportamentali e sociali arcaiche, nonostante ognuno di noi viva circondato da strumentazioni tecnologiche simbolo e frutto diretto di un metodo razionale e scientifico.

Non è incomprensibile come due condizioni profondamente diverse addirittura conflittuali possano coesistere nell’uomo per coloro che hanno compreso a fondo i meccanismi evolutivi. Semplicemente entrambe le caratteristiche hanno svolto funzioni rilevanti per la sopravvivenza degli individui, ma non c’è nulla che le colleghi e le metta in relazione tra di loro. Così come, allo stesso modo, non c’è niente che implichi il collegamento tra la funzione delle unghie a quella di un becco, per esempio. Ci possono essere forme di vita che non hanno il becco e forme di vita che non hanno unghie e, infine, animali che le hanno entrambi. Una caratteristica fisica, comportamentale o interpretativa della realtà esiste se è utile ai fini della sopravvivenza o se lo è stata in passato, in certi casi, in termini tecnici, si parla di legati evolutivi. Per la questione del metodo scientifico e delle concezioni religiose o mistiche la situazione non è diversa. Le forme religiose hanno fornito vantaggi individuali dovuti alla particolare organizzazione sociale indotta e/o mantenuta in coesione. L’analisi razionale ha permesso di comprendere la realtà per ideare strumenti in grado di fornire notevoli vantaggi di sopravvivenza e fitness riproduttiva (miglioramento di condizioni di vita e salute).

La differenza principale tra queste due caratteristiche presenti negli uomini, anche se variamente distribuite, risiede nella constatazione che le funzioni di coesione sociale possono sussistere indipendentemente dalla comprensione della realtà, mentre tecnica e scienza non possono esimersi dalla ricerca della verità e dal confrontarsi con quest’ultima affinché si possano realizzare strumenti efficaci. Forme di coesione sociale si sono basate in passato, ma il presente non è escluso, su concezioni filosofiche o religiose false riuscendo lo stesso a svolgere il proprio compito. Basta una rapida indagine storica per rendersene conto. Il verbo anche scritto, però, non rappresenta necessariamente la verità. Le stesse religioni e concezioni abbandonate ne sono la testimonianza. È sufficiente il riferimento ai culti di Roma antica e il loro stretto collegamento con la sfera sociale e politica, condizioni frequenti anche oggi nonostante dichiarazioni di laicità formali degli stati in special modo quello Italiano.

Il metodo principale con cui i culti mantengono la coesione sociale all’interno di un gruppo è quello di un riferimento a una verità rivelata che è in stretta correlazione a una concezione dogmatica della verità. Tale concezione, che è in contrapposizione con il metodo di ricerca scientifica, diviene un problema quando individui di culture diverse convivono a stretto contatto. La funzione di coesione esercitata dal richiamo dogmatico e un tipo di educazione fondata su di esso divengono chiusura e metodo di difesa estrema se non di attacco. L’inconciliabilità è servita: una peculiarità utile in determinate circostanze (spostamenti limitati e contatti talmente rarefatti da permettere la nascita delle lingue e delle culture, nonché delle differenze somatiche) mostra tutte le sue difficoltà davanti a problematiche diverse.

A questo punto però un apporto valido può essere fornito dall’altra caratteristica umana la quale è in stretta correlazione con la ricerca di una verità oggettiva. Scienza e metodo scientifico, infatti, possono fornire le informazioni su cui individui di estrazione culturale, sociale e religiosa diversa possono convergere. Questo accade proprio perché tali informazioni sono sottoposte al vaglio critico acquisendo un elevata probabilità di essere vere che cresce con il numero di tentativi di confutazione fino ad arrivare al punto in cui non vi sono più ragionevoli motivi di dubitarne. Dubitereste dei principi alla base del forno a microonde? O di quelli alla base della corrente elettrica? Per lo stesso motivo non vi è ragione di dubitare, per esempio, di molte informazioni biologiche che riguardano i nostri corpi e che contribuiscono a definire limiti e libertà, diritti e doveri in ambito civile in questioni delicate come aborto, matrimonio, eutanasia, autodeterminazione non solo del malato, e sviluppo della propria personalità. Tali informazioni forniscono la piattaforma in grado di trovare principi condivisibili fra culture diverse e dovrebbero essere maggiormente il punto di riferimento per agire in modo morale, nel fondare etiche multietniche e nel tutelare le libertà individuali.

Le crisi odierne rischiano di divenire sistemiche se rimarranno ancora legate a educazioni dogmatiche, nonché ad ancestrali forme di coesione sociale. Vi è la necessità di sistemi alternativi che siano in grado di svolgere le funzioni delle religioni e dei sistemi culturali tradizionali in ambito sociale senza incorrere in chiusure di comunicazione. Uno di questi sistemi è sotto gli occhi di tutti anche se ancora in molti si ostinano, pervicacemente quanto superficialmente, a considerare la scienza e la comprensione dei meccanismi evolutivi come non in grado di fornire spunti per comportamenti morali.

In realtà ogni forma di consapevolezza e di conoscenza porta con sé una robusta intelaiatura di sostegno per etiche a condivisione estremamente ampia, addirittura universale. Le risposte evolutive e scientifiche (biologiche e fisiche) alle domande ritenute fondamentali (chi siamo, come siamo fatti, perché siamo qui, cosa condividiamo e perché e in cosa siamo diversi e perché) permettono di giungere a soluzioni durature in quanto non sono contestabili in modo puerile per mezzo di altre affermazioni dogmatiche non dimostrabili; o di successioni temporali, richiami alla tradizione, per l’affermazione della propria solipsistica verità: ha ragione chi è venuto dopo o chi è venuto prima o coloro che hanno avuto un comportamento per il maggior numero di anni.

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