Aspettando Godot (Samuel Backett)
Aspettando Godot (Samuel Beckett)

di Fabrizio Brascugli. Pubblicato su Pianeta Tennis.

Con l’entrata della primavera arrivano i tornei classici, quelli che hanno accompagnato gli anni della gioventù. Ricordo ancora il verde scintillante dell’erba di Wimbledon in un lontano 1988. Il trofeo lo mise nella sacca Stefan Edberg in finale su Boris Becker, ma il ricordo non è legato all’ultimo incontro: il colore dell’erba era quello dei primi giorni, quando ancora il campo scoloriva anche nei pressi della rete di metà campo. È tutto un insieme di cose che rende il tennis speciale in questo periodo che giunge fino a qualche giorno oltre al solstizio d’estate. Il tepore delle giornate più lunghe, la luce prolungata unita al piacere di togliersi gli ingombranti maglioni dei freddi invernali. Il tutto inizia a Montecarlo il cui clima suscita invidia mista speranza, quando in Italia le temperatura stentano ancora ad alzarsi, anche se i cieli sono tagliati dalle sagome scure delle rondini. Poi Barcellona, Madrid, Roma, il Roland Garros e subito si trasloca sull’erba: giusto il tempo di adattarsi con il Queens, Halle, Eastbourne e il torneo olandese di ‘s Hertogenbosh che i più fortunati ad avere la classifica sono proiettati sui campi più famosi di Wimbledon.
Per coloro che vivono in Europa questo è forse il periodo del tennis migliore e più intenso, per vari motivi: tornei di tradizione e due competizioni dello slam sono concentrati in poco più di tre mesi. Si inizia ad aprile per finire la prima settimana di luglio. Nella maggior parte dei casi in questo periodo si giocano le maggiori probabilità di realizzare il grande slam, per chi è ancora in corsa, si tratta sempre di uno solo. Parigi e Wimbledon chiedono un dazio fisico e psicologico molto alto. Inoltre il fuso orario è favorevole e non costringe a notti insonni, semmai solo a qualche distrazione sul lavoro, che non è mai troppo spiacevole. Molti riprendono in mano le racchette che hanno preso un po’ di polvere durante l’inverno e i bracci tornano a imitare il gesto preferito. Sono più di quarant’anni che si attende il Godot del Grande Slam e Rod Laver sorride sornione.
Anche quest’anno però lo spettacolo non mancherà nonostante i valori in campo siano lentamente cambiati. Rafael Nadal è rientrato dopo l’infortunio ma non è riuscito a confermare il torneo di Montecarlo che ha vinto per otto volte. Lo spagnolo non aveva davanti solo Novak Djokovic, ma anche la statistica. Il serbo invece è sembrato in gran forma: eccezionale in fase di recupero quando riusciva a riprendere il controllo dello scambio e incisivo in fase di attacco, supportato da una condizione fisica che cercherà di mantenere fino a luglio con ogni sforzo. Poi Rafa si è ripreso, a Barcellona, la sua vittoria contro i numeri portando i suoi trofei in questa città a otto.
Si è visto in calo Andy Murray che dopo la finale persa in Australia è parso traccheggiare sui campi in attesa di non si sa bene cosa, forse un altro Godot. Forse lo stesso che aspettano gli inglesi a Wimbledon dopo Fred Perry. Ma forse è prematuro trarre conclusioni, soprattutto con le dinamiche del tennis attuale. Lo scozzese potrebbe trovare la forma proprio in questo periodo e stupire i propri connazionali oltre a chi lo osserva da bordo campo per ragioni professionali. Non rimane che attendere. Forse Samuel Beckett stavolta si sbaglia.
Un incognita è anche Roger Federer che è tornato numero due per soli 10 punti. Più a causa dei pessimi risultati di Andy Murray in verità. Lo svizzero infatti ha giocato poco ultimamente e se i problemini alla schiena, dovuti al logorio dei tempi e a un orologiaio cieco sono risolti, avrà dei conflitti di interesse almeno con Nole e Murray per il torneo di Wimbledon. Il luogo in cui si incroceranno il fantasma di Fred Perry, la maledizione del Grande Slam e il mito di Pete Sampras con cui Roger non vorrebbe più avere a che fare.
Il Roland Garros sarà meno affollato con Bjorn Borg ormai scavalcato il gioco tra Nadal e Nole avrà un motivo di apprensione in meno ma non per questo la coppa dei moschettieri riserverà meno attrattive. Forse i francesi spereranno di rivivere con Tsonga le vittorie di Yannick Noha aspettano da meno tempo ma aspettano anche loro. Gael Monfils sembra non essere riuscito a ritrovare la strada abbandonata a causa dell’infortunio alla rotula che ne ha messo a rischio addirittura la carriera, ed i problemi non sembrano ancora risolti, anche se le sue dichiarazioni sono sempre state ottimiste riguardo al Roland Garros.
Prima che timori, ansie, miti del passato, attese e desideri si incrocino nei prossimi tornei del Grande Slam ci sarà modo di constatare la condizione di tutti nei tornei di Madrid e Roma. L’ultima zampata di Roger Federer può arrivare solo quest’anno, con molta probabilità, e forse Nadal non è in condizioni dissimili. Non rimane che prepararci ad attendere un grande tennis sperando non di ritrovare qualcuno di questi campioni in qualche ministero come accade in Italia. Ci piacciono proprio perché giocano a tennis. Aspettiamo, allora, e speriamo che quest’ultima eventualità non si verifichi mai.
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