Quello che ho compreso dal post di Roberta Lombardi è che per svolgere certi lavori in Parlamento è necessario essere iscritti in un elenco predisposto secondo criteri stabiliti dal Parlamento e in cui finiscono per esserci ex Parlamentari con la conseguenza che molti Italiani restano esclusi. Devo ancora chiarirmi le idee su come definire certi meccanismi. Complessi, complicati o più semplicemente paraculi?

In aggiunta, ci sono altre 506 persone (i cui nomi sono contenuti nell’allegato B), per lo più assunte dai partiti negli anni passati, che avrebbero difficoltà a trovare un nuovo impiego. L’ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati ha pensato bene, lo scorso dicembre, di deliberare che “ciascun gruppo è tenuto ad assumere almeno un dipendente inserito nell’elenco di cui all’allegato B alla presente deliberazione per ogni 5 deputati appartenenti al gruppo medesimo. A tal fine il gruppo è tenuto a destinare all’assunzione dei soggetti dell’allegato B almeno il 30% dell’ammontare complessivo annuo del contributo ad esso assegnato”. Di questi 506 nomi, almeno 126 troverebbero collocazione. Se ne deduce che il 55% del bilancio dei gruppi parlamentari viene ad essere destinato per pagare gli stipendi di queste persone fortunate, anche se i gruppi stessi non volessero usufruire delle relative prestazioni professionali.

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