vezzali berlusconiLa retorica del professore è sempre la stessa stantia formula. Sa di astrattismo, vuota demagogia. Chi è vincente in uno sport non è detto che lo sia in un altro, figuriamoci in politica. La candidatura della Vezzali rimarca una faciloneria tutta italiana in cui prospera l’idea che una qualità sia applicabile a ogni campo. In questo caso la categoria astratta del vincitore che vince sempre e ovunque. Come Valentino Rossi su un’ipotetica formula uno. Sappiamo come è andata a finire. Ora pendiamo tutti dalle labbra della schermitrice, anche il futuro dell’Italia e non c’è da rallegrarsene.

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