Siamo alle solite, con il rischio abituale di andare contro direttive comunitarie. Ma le scelte di questo governo sembrano seguire logiche nascoste. Con mediazioni con cui si cerca di salvaguardare corporazioni che negli anni passati hanno avuto decennali benefici per vendere l’ombra sulla spiaggia. Certo l’emendamento bipartisan pdl pd, con proroga fino al 2045, era molto peggio. I tentativi del senatore pdl Francesco Consoli sono del tutto inadeguati e volti a tutelare non un mercato libero, come dovrebbe stare a cuore a Mario Monti, ma solo interessi settoriali e un bacino di voti.

L’emendamento presentato in commissione Industria dai relatori, Simona Vicari (Pdl) e Filippo Bubbico (Pd), prevedeva che le concessioni demaniali balneari fossero prorogate sino al 2045. La commissione bilancio del Senato ha bocciato la modifica, dando invece il via libera condizionato a una proroga di 5 anni, sino al 2020, più compatibile con quello che potrebbe essere il frutto della mediazione del governo con la Commissione europea che pretende invece l’indizione di un’asta.

Si attende ora il maxi-emendamento sul quale l’esecutivo porrà la fiducia per sapere se, visto il parere contrario espresso dal governo, conterrà comunque la modifica votata.

“Ora la questione passa alla Commissione industria, di cui sono componente e io in prima persona mi batterò perché si possa arrivare ai 30 anni di proroga”. Così il senatore Pdl, Francesco Casoli, interviene sulla questione dell’allungamento delle concessioni demaniali balneari. “La Spagna sta già lottando in Europa su questo tema -conclude- e mi sembrerebbe assurdo chinare ancora una volta la testa nei confronti di un’Europa che va nella direzione della Germania e della Francia. E’ necessario che il governo mostri la schiena dritta verso questa Europa che ha chiesto e chiede molto impegno e tanti sacrifici”.

Il fatto quotidiano

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