L’evoluzione è scritta nei fossili, che rappresentano le testimonianze più conosciute dei processi di formazione e estinzione delle varie specie viventi. I fossili viventi, quegli animali che sono rimasti sostanzialmente invariati in milioni di anni, sono un’altra prova. L’esistenza di questi animali fornisce un’ulteriore spiegazione di come specie con strutture dall’alta resilienza in vari ambienti, o in situazioni dai cambiamenti limitati, possono sostanzialmente attraversare quasi intatti millenni di storia della terra. Sia che si tratti di rappresentanti di un gruppo estinto, di specie che mantengono caratteristiche primitive di un gruppo che invece si è differenziato, o che invece siano organismi che rimangono immutati per un lungo periodo di tempo, come gli squali, invariati da 400 milioni di anni, i fossili viventi sono evidenze per assurdo del processo evolutivo. Sono rimasti uguali a se stessi perché mantenere determinate caratteristiche è stato il miglior modo per adattarsi. Il concetto di resilienza infatti in evoluzione e in biologia può essere usato per indicare la capacità di un organismo di adattarsi ad ambienti diversi in virtù di caratteristiche che non risentono dei mutamenti.

Queste evidenze evolutive riguardano tempi lunghissimi e ormai passati. Ma l’evoluzione fornisce anche prove che possono essere rintracciate nel presente e che forniscono ai detrattori della teoria dell’evoluzione lampanti esempi del proprio funzionamento. È il caso delle nuove specie che si formano sul nostro pianeta.

La nuova specie di fiori Mimulus Peregrinus è una delle specie più giovani del pianeta terra, apparsa solo 140 anni fa.
La Senecio eboracensis è anche questo un fiore che è stato descritto formalmente nel 2003 ed è recente di 40 o 50 anni, scoperta solo nel 1979.

Evoluzione e speciazione sono processi reali, che avvengono sotto i nostri occhi proprio mentre viviamo. Quando le differenze tra individui diventano tali da impedire l’incrocio, o come primo aspetto dare origine ad individui sterili la speciazione è iniziata. Il caso del mulo come incrocio tra cavalla e asino ne è un esempio sotto gli occhi di tutti.

Via rdf, continua in inglese

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