Almeno i soldi che elargisce alle olgettine sono i suoi. Quest’altro straparla come il primo in televisione, chiede che si lavori gratis qualche ora in più per migliorare fantomatiche didattiche, poi cerca di aiutare il Monte dei Paschi palesemente in rosso offrendo di pagare 1euro ad azione con il prezzo di mercato a 20 centesimi, traccheggia su l’IMU alla Chiesa. Il rischio, se i tentativi vanno in porto, è che gli italiani paghino due volte: la prima per aiutare aiutare o salvaguardare qualcuno e la seconda perché la UE potrebbe comminare la solita multa a cui ormai siamo abituati dai tempi degli aiuti alla Fiat (acquisizione Alfa Romeo se non ricordo male). Bene…

Mentre tentenna per la Chiesa regalandole di fatto un anno di esenzione, il governo ha invece subito ripristinato la vecchia Ici per la prima casa per tutti gli altri contribuenti già per il 2012, senza scappatoie. E questo nuovo regolamento per il 2013 lascia immensi spazi di interpretazione discrezionale. Inoltre, le case in cui abitano vescovi e sacerdoti non pagano l’imposta, essendo assimilate alle “pertinenze” degli edifici di culto.

Il rischio di una multa, dopo la procedura di infrazione avviata dalla commissione europea per distorsione della concorrenza, non è ancora scongiurato. E rivela un approccio tutt’altro che ‘europeista’: nonostante Mario Monti si presenti come uomo delle istituzioni internazionali, pur di compiacere le gerarchie vaticane rischia di allontanare ancora di più l’Italia dall’Europa ed esponendola, secondo stime, al pagamento di circa tre miliardi di euro di multa.

A fronte delle strategie dubbie e poco trasparenti messe in campo dal governo ‘clerical-tecnico’ dietro le quinte per favorire la Chiesa in contrasto con il Parlamento, il pericolo è che il gioco politico non regga. A farne le spese come al solito saranno i cittadini, costretti magari a pagare sia l’ammenda comunitaria, sia una ‘tassa sull’Imu’ al posto di chi questa imposta non vuole proprio pagarla.

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