Il destino Tacito di Andy Murray. Pubblicato su Pianetatennis.com

La libera scelta è forse una chimera irraggiungibile. Ciò che siamo e che diverremo è scritto nel nostro passato, inciso nelle forme dei nostri corpi, organizzato in informazione digitale del DNA. Sam Harris non avrebbe dubbi sul fatto che la libertà non esista. Perché il fatto che siamo ciò che ci contraddistingue come noi stessi è in ultima analisi dovuto a una serie di elementi che non dipendono da noi e che riducono gli spazi di azione. Ogni nostro gesto quotidiano è il frutto di una serie condizioni che non possiamo scegliere.
Non scegliamo il DNA, non possiamo scegliere la famiglia né le condizioni economiche e culturali in cui personalità e carattere prendono la propria forma. Una delle conseguenze e’ che non possiamo controllare i processi cerebrali e cognitivi delle scelte, compresi quelli che vanno a definire velocità, sicurezza e precisione di uno swing in un campo da tennis. Ma sembrano essere fuori dalla nostra portata, a ben guardare, anche molte altre azioni, comprese quelle quotidiane, se pensiamo che molte delle attività del nostro corpo sono indipendenti dalla nostra volontà.Il nostro cuore batte, l’organismo sintetizza il cibo, il metabolismo svolge le sue funzioni senza che si possa influire sul processo. Anche l’intreccio delle connessioni sinaptiche che sfocia in una decisione è blindato in un nucleo inaccessibile. La coscienza ha consapevolezza solo del risultato, ovvero la decisione finale, tutto il resto rimane nascosto a noi stessi.
Si esce in parte da questa situazione attraverso l’esperienza, ma non si tratta di una liberazione assoluta. E’ solo un processo parziale che si cristallizza in informazioni che modificano scelte che si sono dimostrate controproducenti, inefficaci o addirittura pericolose. In questo margine limitato sopravvive, forse, qualcosa di assimilabile al libero arbitrio. Il resto rimane veicolato in architetture che formano noi stessi in modo indipendente da noi stessi.
Un tempo si parlava di destino come di qualcosa di già scritto in senso deterministico nonché molto preciso. Oggi sappiamo che questo tipo di destino non esiste, ma quello che rimane non lascia più opportunità di scelta se non nell’illusione di poter controllare le forze che in realtà ci influenzano, nel bene e nel male. In un senso più generico le nostre possibilità di realizzazione sono soggette a una base da cui non possono prescindere e su cui possono intervenire contingenze esterne anch’esse minimamente controllabili. Il fato dirige le vite degli uomini e ci sono fatalità più o meno preponderanti: alcune hanno poca influenza, altre spingono verso una direzione con energia sufficiente da permettere di superare molti ostacoli.
Perché siamo dei grandi tennisti? Perché alcuni divengono dei grandi scienziati e altri dei grandi scrittori? Perché altri ancora manifestano doti per essere degli ottimi medici? Non raramente si nasce con le caratteristiche adatte (si potrebbe usare la parola talento) che agevolano l’incontro di tutta una serie di condizioni collaterali, non meno importanti, che permettono la realizzazione di una realtà che già godeva di un vantaggio.
Il destino moderno è scritto in antiche acute osservazioni. Non c’e’ pertanto da rimanere molto sorpresi se un antico scrittore romano scrisse molto indirettamente di un futuro vincitore di tornei dello slam. Al tempo non si sapeva nulla di molti principi della fisica relativi al momento d’inerzia lineare o angolare, e nemmeno di come il punto d’impatto in relazione al swing ne modificasse le risultanze delle forze in gioco, ma il principio semplice alla base del sistema fornisce chiare indicazioni. Una massa maggiore è sempre più efficiente all’impatto qualunque sia lo swing: se ne ha di più sia in collisione arretrata che in collisione ideale.
Così la capacità di imparare di Andy cresce sulle osservazioni di Publio Cornelio Tacitò che nell’Agricola scrive dei Caledoni (abitanti della Britannia del nord) come di persone dai capelli rossi dagli arti ampi e robusti. Non poteva prevedere che sarebbero stati favoriti nei tornei dello Slam. Il tennis conta oggi poco più di 500 anni. E il destino di Andy Murray era Tacito. Si è palesato a tutti solo con lo Us Open 2012.

Fabrizio Brascugli

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