Invasati religiosi

E’ stata la finale più lunga nella storia dei tornei dello slam, peccato che sia stata sciupata dai continui segni della croce  e sbaciucchiamenti vari da un atleta che dovrebbe sapere che la palla va dall’altra parte del campo per ragioni tutt’altro che divine. Ma così va il mondo. Al prossimo Slam Nadal dovrà chiedere ad Apollo di guidare la freccia al tallone del serbo. Consci che sono tutti dei miti…servirebbe un tennista darwiniano, almeno fluirebbe un po’ di perspicacia intellettiva in certi ambienti, e le conversioni non si conterebbero.

Djokovic adesso festeggerà: lo aspettano nella piazza centrale di Belgrado, magari dopo aver ringraziato le stesse divinità cui ha chiesto aiuto nei momenti più delicati del quinto set, quando baciava la croce di legno che portava al collo e faceva ripetutamente il segno della croce, memore di essere stato insignito dell’Ordine di Saint Sava, la più alta onoreficenza della Chiesa Ortodossa Serba. Perché dentro questa finale c’è finito di tutto. Il tennis è anche questo.

via Il trionfo di Djokovic.

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