Nole nella Rod Laver Arena (gennaiio 2012, semifinale)

La partita sembrava iniziata nel peggiore dei modi per lo scozzese che, come gli capita spesso, stenta a entrare nel match da subito. Djokovic al contrario ha iniziato immediatamente a macinare un buon ritmo da fondo, portandosi in vantaggio di un break e riuscendo a chiudere il set per 63, con Murray troppo falloso di dritto che non dava l’impressione di poter essere competitivo se qualcosa non fosse cambiato. L’andamento rimaneva costante anche all’inizio del secondo set con Nole che si portava subito in vantaggio di un break. Ma sarà a questo punto che almeno due circostanze confluiranno a vantaggio  di Andy Murray: il serbo dopo alcuni scambi prolungati sembra avere qualche difficoltà atletica e chi si traduce in un calo di rendimento; Murray, più caldo, ritrova pressione da fondo campo e sicurezza nel dritto che è il suo fondamentale con qualche difetto in più. Recupera lo svantaggio e pareggia il conto sets vincendo il secondo per 63.

Dalla terza partita i servizi sembrano essere meno efficienti per entrambi, ma è anche la qualità delle risposte dei due giocatori che è salita notevolmente. Murray salva break points e  spreca alcune occasioni per chiudere il set prima che questo approdi al tie break dopo più di un’ora di gioco, durerà in tutto 88 minuti. Nel tie break dopo alcuni mini break subiti e recuperati Murray sale 6 a 3 per chiudere per sette punti a quattro.
Nel quarto set lo scozzese paga probabilmente la tensione mentale dovuta al lungo e combattuto terzo set. Djokovic scappa via con un doppio break sul 4-1 e la partita finisce in 22 minuti a vantaggio del serbo.
Nel quinto Nole sembra seguire lo slancio inerziale del quarto set e si porta sul 5 a 2 con la partita che sembrerebbe chiusa, ma a questo punto Murray ha una reazione determinata che lo spinge a un impensabile recupero, a cui Nole riuscirà a rimanere molto freddo, Andy sale fino al cinque pari e si procura due palle per andare a servire per il match che Djokovic annulla con estrema freddezza. Sul 6 a 5 per il serbo un errore di rovescio consegna i match point a Novak, che non li sprecherà.
Una partita agonistica in cui i due si sono affrontati a viso aperto e che ha visto un calo d’intensità solo all’inizio e a circa metà delle 4 ore e 50 minuti di gioco, in occasione del quarto set. Il serbo ha mostrato qualche sbavatura nella preparazione atletica, come era accaduto con Ferrer, in questo caso essendo Murray un avversario più competitivo dello spagnolo la cosa gli è costata un paio di set. Lo scozzese, oltre al proprio talento, ha evidenziato che stenta a rompere la tensione iniziale, o a scaldarsi e sciogliersi a inizio match. Quali siano le cause dovrebbero saperlo gli uomini del suo staff perché nel bilancio di partite lunghe e combattute trovare un soluzione diviene fondamentale per portare a casa più partite e in modo più veloce. Ha anche messo in evidenza dei cali di rendimento psico fisico durante la partita, forse più evidenti di quelli di Nole, il quale anche quando era in difficoltà è sembrato sempre in condizione di avere delle frecce al suo arco per guadagnare qualche prezioso punto in più. I cali a metà partita però, qualora fisiologici o comunque non totalmente eliminabili, potrebbero essere risolti lavorando proprio sull’inizio dei match.
Per Andy Murray l’appuntamento con la vittoria di un torneo dello Slam è rimandato a data da destinarsi, mentre Novak Djokovic incontrerà Rafael Nadal in finale. A questo proposito negli scontri diretti il miorchino è avanti per 16 a 13 ma Djokovic ha vinto tutte le sfide del 2011 e sono state sei. Forse non è in forma come lo scorso anno e vedremo se i tre grammi in più sulla testa della racchetta di Nadal faranno la differenza.
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