Andy allo AO 2012

Pubblicato su Pianeta tennis.

Ivan Lendl sugli spalti era sempre più rosso, ma non per l’emozione di una partita che non ha mai rischiato di essere in dubbio, per il sole a cui forse non è più abituato dai tempi in cui dal suo cappellino, sul collo, scendeva, fino alle spalle e coprendo le orecchie, una stoffa bianca che ricordava la Tagelmust delle palpazioni nomadi del Sahara. Andy Murray sul campo se la stava cavando bene consentendo solo in poche occasioni a Kei Nishikori l’illusione di essere ancora in partita. Il giapponese, reduce dall’impresa di Davide contro Golia Tsonga, pagava alla distanza le ore passate sul campo di gioco dedite a mantenere velocità e ritmi vincenti. Ai cinque set giocati con Tsonga ne vanno aggiunti quattro con Benneteau e altri cinque, al turno precedente, con l’australiano Ebden. Perciò le possibilità che Kei potesse ripetere l’impresa contro Andy Murray si stavano riducendo con la velocità di una speranza che si infrange sulla realtà. D’altronde il giapponese dal fisico di un normo tipo occidentale aveva già fatto troppo e bene dall’alto del suo metro e settantotto per sessantotto chili. Le sue gambe, che continuavano a mulinare da una parte all’altra del campo, mi ricordavano Michael Chang che giocò un brutto scherzo a Ivan Lendl in un Roland Garros, ma i colpi in grado di piegare Andy erano rari e sopratutto iniziavano a distanziarsi l’uno dall’altro con il passare dei minuti di gioco. La storia non si sarebbe ripetuta, questa volta. Ben altro è invece il rendimento dello scozzese alla cui continuità negli slam manca solamente, e non si sa per quanto tempo, una vittoria. Nel 2011 ha disputato due semifinali e una finale proprio in Australia, in cui fu sconfitto da Djokovic che, salvo eccezioni, incontrerà nuovamente in semifinale fra qualche giorno. Il torneo nelle sue fasi finali sembra riprendere l’andamento consueto e ipotizzabile: Federer e Nadal da una parte e Murray e Djokovic dall’altra, se Ferrer non giocherà brutti scherzi. Le illusioni hanno la qualità di convogliare molte energie ma oggi, nonostante il sole preso da Ivan Lendl piove. Piove con il sole, sul tennis di una volta, su Nishikori, su Sara Errani, su Dolgopolov, piove sulla speranza di cambiamento.
Piove su i freschi pensieri
che l’anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m’illuse, che oggi t’illude,
o Ermione.
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