Il festival, ma sarebbe forse meglio dire la sagra delle banalità, continua. Serve più tecnologia (significa pc, lavagne multimediali, internet) ma ci sono meno soldi alle scuole per altro a causa delle precedenti riforme; necessita la riforma delle pensioni con l’anzianità che aumenta ma servono insegnanti giovani. Il tutto è una perfetta opera logica che non si contraddice. Odore di provvidenza che interviene, anzi profumo, che per un ingegnere è notevole. Tra le altre cose sulla tecnologia ricordo un articolo del New York Times  che evidenziava come non influisse molto sull’apprendimento, dati alla mano. Appena ho tempo lo cerco meglio e se lo ritrovo inserisco il link.

“occorre tenere conto che i mezzi di comunicazione e interazione dei ragazzi sono in continuo mutamento, e dunque una scuola proiettata nel futuro non può limitarsi a un’interazione unica e statica che si estrinsechi nel professore in cattedra e nello studente al banco di fronte”. Il ministro auspica, una mezza rivoluzione nel modo di insegnare le diverse discipline attraverso le più moderne tecnologie informatiche e dell’informazione, ma che deve fare i conti con l’età media degli insegnanti italiani. Ma non solo. “Un altro tema su cui sarà necessario lavorare è quello della valutazione degli esiti dell’attività scolastica”.

viaIl ministro Profumo si presenta Niente “svolte”, al centro i ragazzi – Repubblica.it.

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