? Non rimane che attendere

Le cose dette da Draghi all’ European Bankig Congress sono due (almeno quelle che mi hanno colpito): il PIl risente della domanda aggregata e serve il fondo salva stati. Ovvero cercare di spingere la domanda oltre i limiti di assorbimento reale del marcato alla fine è controproducente. Quante automobili si vuole vendere a famiglia, quando le stesse automobili diventano mediamente più efficienti e longeve? La seconda questione della zona euro è relativa al problema che mancano strumenti efficaci per far fronte a crisi contingenti o strutturali degli stati che creano disomogeneità tra le economie degli stati europei. Alla fine il problema del debito è una questione relativa perché se non c’è forza produttiva o vi è in modo disequilibrato è difficile che due o più stati riescono a condividere la moneta unica. La conseguenza è quella di cercare strumenti che riescano a riequilibrare le economie. Quello dei fondi strutturali europei è stato disperso in mille rivoli finanziari e almeno in Italia, a causa delle clientele, è servito a poco. Al contrario la Francia riuscì a costruire un’agricoltura industrializzata e moderna. Meno male che la Turchia rimane fuori, troppo economicamente diversa sarebbe un anello ancora più debole di Grecia e Italia. Il dubbio a oggi sono le economie degli stati dell’est, appena entrati e forse troppo frettolosamente. Se ne sente parlare poco in questi giorni e non vorrei che il problema si ripresentasse con un altra veste in futuro. Come sono messi Cipro, Malta, Slovacchia, Slovenia ed Estonia? Se stanno meglio di noi vuol dire che siamo messi veramente male. E qual’è la situazione di Inghilterra e Danimarca che hanno deciso di non adottare l’Euro? Ecco di questo mi sembra che si parli poco, sono tutti presi dal debito al momento. Poi c’è l’area di tutti i paesi dell’est in procinto di adottare la moneta unica. Chissà se slitterà qualche data prevista?

Draghi ha sottolineato come “nella maggior parte delle economie avanzate si prevede un Pil più debole” per via dell’andamento “dei vari componenti della domanda aggregata”.

”Per il futuro all’unione serva una governance economica molto più forte”. In particolare, ha aggiunto, ”è urgente attuare le decisioni del Consiglio europeo e dei summit” Ue, visto che è ”passato un anno e mezzo dal vertice che ha lanciato l’Efsf, quattro mesi da quello che ha messo a disposizione tutte le garanzie” per il fondo salva-Stati e ”quattro settimane dal summit che ha aumentato di quattro volte le sue risorse”.

Draghi: ”Aumentati i rischi nell’Eurozona” – Adnkronos Economia.

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