Sinceramente non ho molto tempo per mettermi a scrivere per bene i motivi per cui la legge elettorale uninominale avrebbe già da tempo fatto scomparire certo pulviscolo politico (quella secca però, niente ballottaggio come avviene per i sindaci), resta il fatto che probabilmente in Italia non ci sarà mai. Ma si possono sintetizzare almeno due conseguenze temute da tutti coloro che cercano un posto al sole nel dolce chiacchierare rimborsato della politica italiana: troppo rischioso presentarsi da soli alle elezioni se si rimane fuori non c’è più speranza di allearsi con nessuno dopo; troppo impegno, costanza e poco individualismo nello stabilire alleanze durature prima delle elezioni, in alcuni casi significherebbe confluire in un partito unico per arrivare a due o poco più. Poi i rimborsi e i contribuiti vari come sarebbero distribuiti? La Fine che ha fatto Fini e il suo partito insegnano. Il prossimo passo è un partito per ogni deputato, quando arriveremo a un partito per ogni cittadino non so se sarà la fine della partitocrazia o il suo apice.

Napolitano, poraccio, ha dovuto incontrare tra gli altri Riccardo Nencini e Carlo Vizzini in nome della rappresentanza socialista (Vizzini era nel Pdl fino a mercoledì scorso), Giovanni Pistorio e Carmelo Lo Monte per la rappresentanza MPA-Movimento per le Autonomie-Alleati per il Sud (foto), un solingo Arturo Iannaccone della rappresentanza parlamentare Noi per il partito del Sud Lega Sud Ausonia (Grande Sud), Giorgio La Malfa e Daniela Melchiorre per la rappresentanza Liberal Democratici-MAIE, Francesco Nucara in rappresentanza dei Repubblicani-Azionisti cioè di se stesso, Antonio Bonfiglio in rappresentanza di Fareitalia per la Costituente Popolare cioè sempre di se stesso, più Silvano Moffa per Popolo e territorio (e meno male che non è andato Scilipoti).

Ora, non chiedetemi cosa sono il MAIE (tutto maiuscolo) e la Lega Sud Ausonia (Grande Sud): li ho copiati paro paro dall’Ansa.

via Piovono rane – Blog – L’espresso.

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