Forse rimarranno parole ma è un tentativo di default controllato. Si smette di pagare qualcuno al di là dei nomi attribuiti. Magari finiscono le file alle casse, che c’è sempre qualcuno che tira fuori un libretto di buoni che puntualmente si è dimenticato di firmare a casa. Comunque nessuna preoccupazione alla prima lobby che si muove tornano indietro. Ammesso che sia poi una novità, a leggere bene…

Aggiornamento: tutto come previsto. Sistema che fallisce non si tocca. Forse dietro i buoni pasto ci sono società (private) che hanno qualche interesse economico che vedrebbero drasticamente ridotto? Per non parlare degli interessi di tutti gli esercizi che li accettano. Insomma un giro di interessi privati pagati dallo stato. Portiamo l’Iva al 22% che a molti sembra di non risentirne, spalmiamo su tutti il lucro di pochi.

Tagli fino a 150 euro al mese – Stangata in arrivo per i dipendenti pubblici nella Legge di Stabilità licenziata dal Cdm dopo che il governo ha incassato la fiducia. La norma prevede che non possano essere corrisposti buoni pasto se la “durata effettiva della prestazione lavorativa è inferiore a 8 ore”. La scure sui ticket potrebbe colpire una parte consistente e degli impiegati pubblici, poiché il loro orario lavorativo settimanale è di 36 ore (7 ore e 12 minuti al giorno).

E se i dipendenti che lavorano con lo stesso orario spalmato su cinque giorni (7,12 ore al giorno, appunto) rischiano di perdere fino a un massimo di 154 euro in un mese (il calcolo è fatto sui 7 euro di ticket dei ministeri moltiplicato per 22 giorni lavorativi), le persone che lavorano con un orario modulare potrebbero perdere meno o addirittura nulla. Nel caso infatti in cui si lavori due giorni per 6 ore e tre giorni per 8 ore (con i cosiddetti rientri pomeridiani) di fatto si mantengono i tre ticket settimanali che si prendono adesso, perché appunto in quei giorni si lavorano almeno 8 ore.

via Ddl stabilità: niente buoni pasto agli impiegati statali – Tg24 – Sky.it.

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