La fame in Africa non guarda in faccia agli angeli

Prima dell’Angelus Benedetto XV ha fatto le seguenti dichiarazioni:

Dio “è sempre vicino e operante nella storia dell’umanità” e “ci accompagna anche con la singolare presenza dei suoi angeli”. “Dall’inizio fino all’ora della morte, la vita umana è circondata dalla loro incessante protezione”

Tale dichiarazione in un mondo pieno di incongruenze e contraddizioni andrebbe messa in relazione con ciò che accade nella realtà, al fine di considerare la reale onnipotenza di certe presunte divinità e la loro reale capacità di proteggerci ogni giorno per mezzo di emissari angelici.

I dati evidenziano una realtà diversa: i bambini che muoiono per fame o per cause collegate alla malnutrizione sono circa 16.000 al giorno. Uno ogni cinque secondi. 29.000 sotto i cinque anni sono morti solo in Somalia nei primi tre mesi del 2011. Questo senza considerare guerre civili, rivoluzioni, guerre fra stati e tutto quello che può provocare la morte di chi non è messo in condizione di decidere della propria vita, altrimenti qualcuno si sentirebbe in diritto di chiamare in causa il libero arbitrio e dalla discussione non se ne uscirebbe più. La crisi del corno d’Africa è ignorata da tutti i mass media occupati con le battistrada del premier e i suoi processi. Le capre non hanno cibo, non producono latte e mangiano le pagine dei giornali dalla fame.

La situazione reale secondo i dati delle Nazioni Unite non è quindi molto confortante a dispetto dei presunti angeli custodi che dovrebbe proteggere ognuno. Evidentemente hanno qualcosa di meglio da fare, sono in numero inferiore alle esigenze, oppure non hanno gli strumenti per svolgere bene il proprio lavoro, oppure non esistono, perché la realtà che è la loro protezione lascia un po’ a desiderare. Lascio ad altri le ragioni ontologiche di tali mancanze. Gli aspetti concreti, pratici, e le prove (nessuna) a sostegno di tesi fantasiose ci mettono davanti una realtà della natura e della vita umana che dipende esclusivamente dalle scelte degli uomini e dalla loro responsabilità. Schermi sovrannaturali servono solo a ripulire la coscienza dai sensi di colpa.

“Se così stanno le cose saranno questi angeli che hanno sbagliato qualcosa”, è il pensiero inconscio, subdolo, e strisciante dietro ogni abdicazione a qualcosa di superiore specialmente se ritenuto in grado di intervenire nelle vicende umane. E’ una via di fuga semplice e pericolosa, anzi disastrosa, che innesca processi a catena di de-responsabilizzazione, di indifferenza, chiusura, in cui si spera che il proprio angelo funzioni meglio di quello degli altri.

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