E’ capitato con il fascismo, con la Germania nazista e anche con altre dittature nei paesi latini. Ci si ricorda dei problemi solo quando non si possono più evitare. Le parole critiche prima dell’esplodere delle incongruenze sono sempre state troppo blande se non addirittura assenti. La storia si ripete spesso a causa delle convenienze e delle opportunistiche connivenze. E’ anche vero che c’è una base che si impegna ma farebbe la metà della fatica se i vertici fossero più coerenti sin dall’inizio. Invece la maggior parte del lavoro serve per risolvere situazioni che la stessa Chiesa Cattolica ha contribuito a creare o far perdurare.  Da una parte si sfruttano i vantaggi e dall’altra si lodano le iniziative che in situazioni diverse neanche avrebbero avuto modo di esistere. Creare le situazioni che consentono di farsi belli è come partire con il freno a mano tirato per poi vantarsi di averlo tolto. Per il franchismo in Spagna basta consultare Wikipedia.

ROMA – Frasi inequivocabili. Il presidente della Conferenza episcopale, Angelo Bagnasco, parla davanti al consiglio permanente dei vescovi. E, pur senza nominarlo esplicitamente, pronuncia quelle parole forti – contro il comportamento del premier – che in tanti avevano invocato. “I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie – dice Bagnasco – sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune”. “Mortifica dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui”, dice il numero uno dei vescovi.

viaBagnasco: “Comportamenti tristi e vacui Immagine del Paese danneggiata” – Repubblica.it.

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