Può sembrare una provocazione, può sembrare addirittura un’offesa ma in realtà è la conclusione di uno studio con cui si è cercato di mettere in correlazione il quoziente intellettivo con la credenza religiosa a più livelli. E’ venuto fuori che chi ha un alto quoziente è più propenso a mettere in dubbio i dogmi religiosi della propria fede. Gli atei hanno un QI più elevato di coloro che sono religiosi e i fondamentalisti hanno un quoziente intellettivo più basso di coloro che possiedono una fede blanda. In fondo le capacità del cervello sono finalizzate a trovare soluzioni razionali e reali ai problemi: comprendere connessioni, svelare misteri e non sguazzarci dentro. Se poi risolvere quiz e incastri geometrici è noioso, come lo è per me, la soluzione la trovate qui. La fantasia tende a sfuggire alla razionalità ma quando è eccessiva rimane fuori dalla realtà. L’innovazione è la creatività guidata dalla razionalità, dalla logica e infine avvalorata dal metodo scientifico.

Of course, to many people, any attempt to scientifically explain their deeply-held beliefs will be highly offensive, but probably the most controversial research in this area has involved IQ. A wide range of recent studies have looked at connections between cognitive ability and religiosity. To take just three examples: this study found that atheism rates in 137 countries correlated highly (r = .60) with the country’s average IQ, while this one showed in a sample of students that high-IQ individuals are more likely to question religious beliefs, and this one found that atheist adolescents had higher IQs than their moderately religious peers, who in turn were higher in IQ than religious fundamentalists. There are plenty of other studies, too.

Via RDF

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