Lotta con Dolgopolov fino al quinto set dove spreca un vantaggio di 4 giochi a uno. Arrivava dalle qualificazioni e la stanchezza si è fatta sentire. Ma non è questo quello che può interessare maggiormente. L’aspetto più interessante è il limite che indicano Dologopolov e Cipolla, il quale ha dimostrato di essere in linea con il suo avversario. Avesse avuto davanti Berdych la partita sarebbe andata diversamente: Fognini lo ha dimostrato.

Ma Dolgopolov è il numero 22 del mondo e anche se probabilmente fa leva su qualità fuori dalla norma per essere lì (rapidità sul campo, gioco aritmico, soluzioni inconsuete) la sua struttura fisica è da considerare nella norma, come non lo è a ben guardare nemmeno quella di David Ferrer, che è il più minuto dei primi dieci. La domanda è ancora più attuale. Dov’è il limite? Anzi dove l’area da considerare il limite? Perché indubbiamente è da considerare un area sfumata che varia in relazioni ai singoli giocatori. Indicativamente, per atleti allenati, rapidi e con una ottima coordinazione, è da collocarsi intorno alla cinquantesima posizione. Ogni variabile influisce spostandola verso l’alto o verso il basso. Dolgo arriva alla posizione 22. Gasquet, che è un po’ più alto, è al limite dei dieci. Gironzola da quelle parti anche se quando non è in perfetta forma rischia, fatica e perde con gli eccessi evolutivi tipo Karlovic. Questo suggerisce che è meglio essere un eccesso evolutivo piuttosto che un talento di tecnica. perché se la tecnica può essere limata, migliorata, al contrario non si possono (almeno non ancora) guadagnare centimetri in altezza, o aumentare il peso di una parte del corpo che dove la muscolatura e la sedimentazione del grasso sono estremamente limitate.

Ma torniamo al limite, perché quello che viene suggerito dai giocatori è incoraggiante. E’ abbastanza vicino ai vertici, è migliorabile, non è fisso e si può agire in più modi per spostarlo in avanti. Certo qualche rischio va preso ed è necessario pensare in controtendenza.

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