Malattie ed epidemie sono sempre state intrecciate a doppio filo con le religioni. Le grandi epidemie del passato hanno influito molto sullo sviluppo delle fedi religiose. Viceversa il modo con cui un determinato culto affrontava le malattie, o aveva precetti in merito ai comportamenti da tenere, condizionava l’andamento del contagio e lo sviluppo delle epidemie. Un esempio è fornito da come la religione cristiana sostiene l’importanza della cura dei malati anche a rischio di contagio. Gli effetti possono essere diversi  in relazione alle religioni e ai comportamenti che sono disincentivati o incentivati, come l’uso del preservativo.

L’ultimo studio sull’argomento è del professor David Hughes che lo ha pubblicato su ScienceNOW ed ha presentato i dati al 13° Congresso della European Society for Evolutionary Biology.

In an attempt to study this in a modern setting, Hughes and colleagues surveyed religious attitudes among the people of Malawi, where AIDS has become the leading cause of death among adults. They found that 30 percent of people who described themselves as Christians visited the sick, in contrast to 7 percent of Muslims  They also found that in the last 5 years, about 400 of the 3000 respondents changed religions, mostly to Christianity, “where the promise of receiving care is greater and the stigma of having AIDS is less,” Hughes explained to ScienceNOW. The researchers presented their data at the 13th Congress of the European Society for Evolutionary Biology earlier this week.

Annunci