Us Open 2011

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Le semifinali che si giocheranno oggi a Cincinnati daranno qualche indicazione su coloro che saranno i favoriti in vista dell’ultimo torneo dello slam, che inizierà lunedì 29 agosto. Nelle ultime due settimane tra i primi quattro favoriti l’unico che ha evidenziato un’ impeccabile costanza di rendimento è Novak Djokovic. La scorsa settimana aveva sconfitto Mardy Fish in finale e nell’Ohio ha continuato a giocare in fiducia e ha raggiunto per ora la semifinale. L’incontro di oggi con Berdych dirà qualcosa in più sulla sua forma. Il ceco contro Roger Federer ha messo in mostra una fluidità e una velocità dei colpi piatti da fondo campo con cui è riuscito, molto spesso, a tenere lo svizzero lontano dalla palla. Novak invece nel quarto di finale con Monfils ha fatto intravedere, seppur in modo relativo, alcune debolezze. Sui passanti anzitutto: spesso alti e facile preda di chi riesce a prendere la rete come è accaduto al francese. Si tratta di un suggerimento duplice sia per chi dovrà affrontare il serbo sia per Nole stesso, che in vista dello US Open potrà dedicare qualche allenamento specifico ai colpi passanti. Dall’altro lato gli avversari potranno studiare come poter chiudere i punti cercando di rompere il ritmo da fondo campo di Djokovic. La forma fisica muta, e non è possibile mantenerla sempre all’apice. Così è naturale che quella del serbo dovrà avere un calo, e anche se dovesse dimostrarsi lieve i suoi avversari dovranno essere in grado di coglierlo e approfittarne.

Tomas Berdych ha giocato un ottima partita contro Roger Federer: un invidiabile timing sulla palla, sia di diritto che di rovescio e una puntuale copertura del campo hanno messo lo svizzero in condizioni di resa.

Così c’è da domandarsi se chi è stato in forma fino a ieri, dal punto di vista probabilistico, non rischi un calo della condizione proprio in queste settimane. Al contrario i giocatori che hanno mostrato un crescendo di forma nell’avvicinarsi allo US Open potrebbero avere qualche probabilità in più di giocarsi la vittoria. È questo il caso di Tomas Berdych come già detto ma anche di Andy Murray che negli ultimi giorni ha fatto vedere un gioco ritrovato se messo a confronto con quello delle settimane precedenti, che era costato allo scozzese alcune sconfitte premature nei tornei.

Probabilmente è questo il caso anche di Rafael Nadal, che nelle ultime due partite ha giocato un match maratona (oltre tre ore) con il connazionale Fernando Verdasco (spesso un ostacolo arduo per Rafa) e poi è stato sconfitto in due partite da Mardy Fish. Considerato che spesso lo spagnolo nei tornei dello slam, come del resto tutti vincitori di queste competizioni, riesce ad avere una marcia in più il suo stato di forma a nove giorni dall’inizio dello US Open non è ancora da considerare irrecuperabile.

La stessa valutazione è da fare su Roger Federer anche se lo svizzero è ormai dal gennaio di quest’anno che non vince un torneo. L’ultimo suo successo infatti risale al torneo del Qatar, si trattava di un 250 non di un 1000. Roger quest’anno non ha ancora vinto un master 1000 e non ha vinto nessun torneo dello slam al contrario di Nadal che ha conquistato a giugno la coppa dei moschettieri, il torneo 500 di Barcellona e il 1000 di Montecarlo. Il resto se lo è preso tutto Novak Djokovic, che ha vinto cinque dei sei master 1000 terminati fino ad oggi, ai quali c’è da aggiungere due tornei dello slam (Wimbledon e lo Australian Open). Roger Federer non vince un torneo dello slam da un anno e sette mesi. L’ultima vittoria risale infatti all’Australian open del 2010.

Dietro ai primi tre ci sono naturalmente coloro che incalzano. Primo fra tutti Andy Murray che oggi giocherà la semifinale con Mardy Fish. Lo scozzese ha periodi di forma altalenanti. È stato scritto spesso che probabilmente risente della pressione psicologica dovuta all’attenzione dei media inglesi che aspettano il successore di Fred Perry. Al di là di questo aspetto è da considerare sempre pronto a cogliere un’incertezza degli avversari in un torneo, anche se non è ancora riuscito a trovare la chiave per imporsi in un major.

Mardy Fish stesso non è da trascurare, considerato l’ottimo periodo di forma delle ultime due settimane, che potrebbe mantenere fino all’inizio di settembre. Tomas Berdych potrebbe eliminare qualche giocatore che è da considerare la bestia nera di qualcun altro: Djokovic lo è di Nadal, Nadal di Federer, Federer di Nole (è sufficiente ricordare la semifinale del Roland Garros). Un gioco determinante di eliminazioni incrociate. Juan Martin Del Potro è pronto a inserirsi tra i contendenti, anche se non sembra aver ritrovato ancora un ritmo partita che gli consente di essere competitivo per l’intera durata di uno slam.

Il gioco dell’eliminazioni incrociate degli avversari difficili vale anche per Tsonga e Soderling, che possono giocare da protagonisti partite decisive e, con tabelloni dalle strade leggermente più aperte, non è escluso che riescano ad arrivare molto avanti nel torneo, se non addirittura in finale, come del resto è già capitato ad entrambi.

Il prossimo torneo dello slam, valutato il giorno delle semifinali di Cincinnati, sembra essere aperto a diverse possibilità. Saranno proprio le due partite di oggi che forniranno qualche indicazione in più. Se si dovesse evidenziare un calo di Novak Djokovic i pronostici saranno più che mai aperti e dipenderanno dall’incrocio dei giocatori nel tabellone. Un destino dai veti incrociati.

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