Il governatore del Texas Rick Perry

Il nuovo presidente degli Stati Uniti sarà un texano? Considerando come stanno andando le cose nel Texas del governatore Rick Perry le probabilità che il repubblicano riesca a essere un serio contendente di Obama sono da prendere in considerazione. La realtà economica è che mentre il presidente Obama fatica a fronteggiare la crisi economica e la recessione che hanno colpito gli Stati d’America il Texas la sta dominando e negli ultimi due anni è fortemente in controtendenza. Sono stati più di 600.000 i posti di lavoro creati nell’ultimo biennio (da fare invidia a Silvio Berlusconi). Al contrario il resto del paese sta fronteggiando una riduzione del lavoro. Così ne trae vantaggio il conservatore Rick Perry, che può spendere a suo vantaggio politico una condizione che è anche dovuta alla particolare realtà socioeconomica del Texas.

L’attuale presidente degli Stati Uniti, se non ci saranno cambiamenti di rotta dell’economia, dovrà invece affrontare una campagna elettorale sulla base delle ipotesi: sarà costretto a chiedere i voti cercando di far immaginare quanto sarebbe stata peggiore l’economia senza il suo intervento. Se Perry sarà il suo avversario, invece, il texano potrà sfruttare anche ciò che non rientra strettamente nei suoi meriti politici.

Il Texas, infatti, possiede diverse caratteristiche che stanno consentendo quello che negli Stati uniti è definito “un miracolo economico”.

La struttura geologica fa sì che ci siano riserve di petrolio e di gas naturale. L’agricoltura può estendersi su un territorio vastissimo e ha consentito di reggere il primo impatto della crisi. Sempre l’estensione del territorio consente la creazione di alloggi economici. In più il confine con il Messico è una via per l’arrivo di forza lavoro a basso costo. La storia recente degli Stati Uniti ha inoltre fatto sì che le banche avessero una politica più conservativa, memori della crisi dei prestiti del 1980. Tali scelte si sono rivelate molto utili negli anni 2000.

Inoltre se la politica nazionale è responsabile di consistenti spese militari questo rappresenta un vantaggio per l’economia di San Antonio. La città infatti basa la sua economia sul fatto di essere un centro nevralgico per la difesa statunitense ed è da considerare il più grande centro militare degli Stati Uniti. Le basi militari danno lavoro a circa a 74.500 persone, tra militari e civili. C’è anche da aggiungere che la legislazione conservativa del Texas consente di mantenere basso il costo d’impresa.

Questo stato americano ha quindi tutte le caratteristiche per fronteggiare la crisi economica, come sta facendo. Quando i consumi calano in Texas c’è la possibilità di abbassare il costo della vita. Quando le imprese hanno difficoltà di accesso al credito rimane aperta la possibilità di forza lavoro a basso costo, o a più basso costo. Quando le giovani coppie hanno intenzione di mettere su una famiglia esiste la possibilità di trovare affitti relativamente economici, oppure un’area edificabile. Le industrie, oltre quelle strettamente militari, comprendono anche le aerospaziali a Houston e quelle sanitarie sempre a San Antonio. A Austin ci sono attività tecnologiche e nel campo dell’educazione, mentre Dallas si distingue per l’energia e le comunicazioni.

Queste caratteristiche spiegano i motivi per cui il Texas sia in controtendenza rispetto alla crisi economica mondiale e suggeriscono molto sulle possibilità future di Rick Perry. Cavalcare l’onda, e Perry sembra un ottimo surfista.

The Atlantic.

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