Quelle italiane naturalmente. A realizzare lo studio è stato naturalmente un italiano il cui cervello è da considerare a tutti gli effetti ormai fuggito per sua fortuna. Lavora presso l’università di Chicago e ha portato avanti uno studio interessante sui cognomi più frequenti tra i professori universitari. Se la situazione si dovesse ripetere anche in altri settori e se tale consuetudine dovesse abbassare la fitness riproduttiva delle famiglie non raccomandate tra qualche anno in Italia il numero dei cognomi dovrebbe diminuire. Rimarranno quei quattro stronzi che se la canteranno e se la suoneranno, poi se dovessero arrivare al punto di far incrociare i geni recessivi potrebbero tornare le malattie che hanno afflitto per secoli le famiglie reali. Quando ci saranno troppi malati di emofilia vorrà dire che il paese è al capolinea.

A dimostrare che l’Università nel nostro paese è “un affare di famiglia” arriva una ricerca della University of Chicago Medical Center condotta, guarda caso, da un “cervello in fuga”, Stefano Allesina, del Dipartimento di Ecologia ed Evoluzione dell’ateneo americano.

I risultati sono stati sorprendenti: in molti settori infatti – secondo Allesina – i dati ottenuti sono “incompatibili con modalità di assunzione trasparenti”. In sostanza risultano meno cognomi rispetto a quelli che dovrebbero effettivamente esserci, significa quindi che molti di questi si ripetono. “Fondamentalmente – ci spiega il ricercatore italiano – ho calcolato, per ogni disciplina, quanti cognomi ci dovrebbero essere se le assunzioni fossero regolari”. E in alcune di queste i conti non tornano: “ A Medicina, per sempio, ci sono 10mila 783 accademici. Tra questi, trovo 7mila 471 cognomi. Secondo i miei calcoli ce ne dovrebbero essere almeno trecento in più”. La probabilitità che, con assunzioni regolari, ci siano solo 7mila 471 cognomi – secondo Allesina – è meno di una su mille, “ovvero è quasi impossibile che la scarsezza dei cognomi diversi riscontrata non sia dovuta a pratiche anomale”.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Plus One.

Via Campus Rieti.

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