memory

Aggiornato dopo la pubblicazione iniziale (video).

E’ stato dimostrato che la nostra memoria è molto lontana dall’essere perfetta. Non notiamo cose evidenti, dimentichiamo i dettagli, confondiamo gli eventi.

In un famoso esperimento è stato dimostrato che molte persone a cui era stato chiesto di guardare degli uomini che giocavano a basket non avevano notato un estraneo vestito da gorilla che attraversava la scena.

Allora perché i testimoni oculari continuano a frequentare le aule dei tribunali?

Un’indagine nazionale statunitense su 1500 adulti ha mostrato che le persone continuano ad avere un’idea sbagliata sul funzionamento della memoria (ciò che ricordiamo e ciò che dimentichiamo).

I principali luoghi comuni errati sulla memoria che secondo gli esperti dovremmo dimenticare sono i seguenti:

1. La memoria funziona come una video camera, registrando il mondo intorno a noi su di una specie di nastro mentale che siamo in grado di riprodurre successivamente.

Quasi i due terzi (63%) dei partecipanti al sondaggio telefonico si è dichiarato d’accordo con questo tipo di memoria registrata in modo passivo. Ma questo concetto è in contraddizione con la ricerca che ha dimostrato che gli avvenimenti vengono richiamati dalla memoria sulla base degli obiettivi e delle aspettative; i ricercatori hanno pubblicato in merito un documento on line il 3 agosto su PloS One. Questa ricerca contraddice anche la consolidata idea che il recupero della memoria sia un processo costruttivo che può essere plasmato da presupposti e convinzioni, hanno osservato Daniel Simons dell’Università dell’Illinois e il suo collega Christopher Chambris, entrambi professori di psicologia.

2. Un imprevisto può essere notato anche quando l’attenzione è focalizzata su altro.

Più dei tre quarti del campione (77,5%) condivideva tale affermazione. Molto chiaramente non avevano conoscenza dello studio sul gorilla che passa in mezzo ai giocatori di basket. Questa e altre ricerche hanno dimostrato che spesso situazioni inaspettate e anche assurde passano inosservate e non vengono catturate né dall’attenzione tantomeno dalla memoria. Ciò è in contraddizione con la certezza che persone che indossano costumi appariscenti possano essere notate e implica serie conseguenze per il sistema giudiziario. Infatti sostengono Simons e Chambris, partire dal presupposto che si debba aver notato un dato evento, a causa della sua particolarità (eccentricità o appariscenza), potrebbe indurre a pensare che chi non lo ha visto stia mentendo.

3. L’ipnosi può migliorare la memoria, specialmente quando si assiste un testimone nel ricordare i dettagli di un crimine.

Molti esperti del funzionamento della memoria sono in disaccordo con questa affermazione, ma più della metà degli intervistati (55,4%) riteneva che fosse un’affermazione veritiera (forse spinti da una certa filmografia ndt). Negli Stati Uniti i tribunali hanno già preso le distanze dall’accettare testimonianze rese sotto ipnosi. Infatti molti studi hanno dimostrato che chi è sotto ipnosi, e anche chi non lo è, possono spesso essere indotti dagli interlocutori a “richiamare” fatti che in realtà non si sono verificati.

4.  Chi soffre di amnesia di solito non riesce a ricordare la propria identità o il nome.

Anche qui la filmografia e soap opera hanno avuto la loro influenza. In realtà le più comuni forme di amnesia ostacolano la formazione di nuovi ricordi a lungo termine in genere a causa di una lesione celebrale consistente. I ricercatori citano il film “Memento” come una descrizione accurata della condizione di amnesia, ma la maggior parte dei luoghi comuni raffigurano l’amnesia come uno stato vago di scomparsa di dati  in cui il paziente non ricorda chi è, e subito lascia il proprio lavoro e la propria casa. Forse proprio a causa della prevalenza di questa concezione in televisione e nei film l’82,7% degli intervistati associava quest’ultima condizione con l’amnesia.

L’indagine ha anche rivelato che quasi la metà (46,6%) ha dichiarato che una volta che un ricordo si è formato è da considerare scolpito nella pietra (senza considerare che anche le pietre so logorano ndt). Naturalmente anche questo non è vero. “La nostra memoria può cambiare anche se non ci ricordiamo che è cambiata”, sostiene Simons. Seguendo questo filo logico più di un terzo del campione (37,1%) riteneva che la dichiarazione di un testimone potesse essere considerata sufficiente per una condanna penale. Tuttavia molti imputati sono stati scagionati successivamente grazie al test del DNA anche se in precedenza era stati condannati sulla base di testimonianze oculari. E come ricercatori hanno evidenziato nel loro articolo essere fiduciosi in merito al ricordo di un evento è un buon indice di accuratezza del ricordo, ma il collegamento tra sicurezza e accuratezza non è generalizzabile a tutti gli individui, perché le persone non hanno necessariamente in comune lo stesso modo di base per esprimere la propria fiducia.

Una conseguenza che si può trarre dallo studio potrebbe scagionare un gruppo che ha bisogno di credibilità in questi giorni: i politici. “L’entità di queste convinzioni sbagliate contribuisce a spiegare perché molte persone ritengono che i politici stiano mentendo deliberatamente quando potrebbero semplicemente ricordare male le cose. Anche se, naturalmente, i ricordi imperfetti non garantiscono a nessuno l’immunità dall’inganno volontario (né chi lo subisce né chi lo organizza ndt).

Dallo studio emerge però un dato chiaro: ovvero che “le persone tendono a riporre troppa fiducia nella completezza, correttezza e accuratezza dei propri ricordi rispetto a quello che in realtà dovrebbero”, ha affermato Simons.

Per misurarsi con gli esperti, gli autori del libro Il Gorilla Invisibile hanno messo un quiz on line, che mostra anche le risposte giuste e sbagliate.

Liberamente tradotto da Scientific American

Il video del gorilla da “Il Gorilla Invisibile”.

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