Uno dei motivi per cui in Australia c’è una discreta diffusione del rutilismo non è dei più belli. Avrei fatto a meno anche di Rod Laver, che tra l’altro non è che sia mio amico. La colonizzazione forzata, per non scrivere del resto,  è stata una delle peggiori piaghe derivata da una mentalità aberrante che indurrebbe a togliere almeno un “sapiens” al  modo con cui ci piace definire la nostra specie.

Solo scuse. In oltre cinquant’anni i “bambini dimenticati” d’Australia hanno ricevuto solo formali richieste di perdono: mai giustizia. Non ci sono stati indennizzi per Geraldine Giles, vittima di stupro a sette anni, o per Ron Simpson, a cui un preside spaccò la schiena con una mazza da hockey. Come non hanno mai visto un soldo di risarcimento nessuna delle centinaia di migliaia di britannici deportati da piccoli per popolare le terre australiane e rinchiusi in orfanotrofi dove furono vittime di abusi, sevizie e lavori forzati. Un’infanzia rubata di cui ancora portano segni fisici e psicologici. E per cui ora sperano finalmente di ottenere un riconoscimento legale, attraverso una class action. Repubblica

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