Da Parigi mi riferiscono dei complimenti e della critica dello scriba del tennis in merito all’articolo, il tutto avviene al telefono. Ringrazio e terrò presente la critica per il futuro.

Pubblicato su Pianetatennis.com

Roland Garros: Francesca Schiavone per la vittoria completa, niente altro.

La prima cinese più grande e grossa del suo allenatore (1.72 per 65 kg) è arrivata in finale al Roland Garros e per la seconda volta gioca l’ultima partita in una prova dello Slam. Era già arrivata in finale quest’anno in Australia. L’allenatore lo hanno inquadrato impietosamente alcune volte durante la semifinale. Saranno in molti ora a divertirsi a scrivere e riscrivere la retorica frase che “fa la storia”; “entra nella storia”, e similari, dopotutto la Cina è grande anche per questo: si può trovare di tutto, con un po’ di pazienza. Affronterà in finale l’italiana Francesca Schiavone che avrà la possibilità di difendere il titolo dopo la vittoria dello scorso anno e quella in semifinale sulla francese Bartoli.

Il giorno storico è il quattro giugno, due giorni prima dell’anniversario dello sbarco in Normandia, per la storia appunto. Sono passati 67 anni dall’inizio della riconquista dell’Europa contro le derive del relativismo.

Dovremmo fare un pronostico a questo punto anche se non appare semplice. L’italiana parte favorita come capita alle campionesse in carica, si tratta anche di prassi, ma se si entra nel merito del gioco le consuetudini lasciano il passo anche ad altre riflessioni. La cinese si muove molto bene sul campo e i suoi colpi profondi non sono affatto deboli, anzi appaiono più consistenti di quelli di Francesca che però si muove altrettanto bene, forse meglio. Sarà un una partita dove la tattica giocherà un ruolo fondamentale di più di quanto accade in quelle dei colleghi in cui la progressione dei colpi è sempre più spesso ricercata da tutti i giocatori. Le giocatrici si sposteranno molto e l’italiana dovrà cercare di farlo meglio della cinese il cui metodo e la cui costanza saranno tutte orientali.

Serviranno tutti i colpi. Gli angoli da trovare sul campo saranno essenziali e la palla corta gestita nelle giuste occasioni potrebbe risultare decisiva, come essenziali potrebbero essere alcune discese a rete dopo il servizio, o in contro tempo, oppure sempre dopo un drop shot a chiudere il campo quando l’avversaria è costretta a colpire sotto il livello della rete e alzare la traiettoria. Nei momenti cruciali, strategici, senza abusare di una sola soluzione tattica. Ogni risorsa fisica e mentale dovrà concorrere all’evoluzione del gioco in quel rettangolo lungo poco più di 23 metri.

Il bilancio dei precedenti è due pari e questo potrebbe indicare un sostanziale equilibrio tra le due giocatrici. Sarà piacevole osservare la finale del 4 giugno 2011 per capire dove si decideranno i giochi, quando si incrineranno gli equilibri.

Il tempo delle ipotesi è scaduto e se la storia ci interessa ancora le parole del generale Dwight D. Eisenhower, alla vigilia dello sbarco in Normandia, sono le più adatte a descrivere la situazione:

“Vittoria completa…niente altro”.

Ma la stessa frase probabilmente se la ripeterà la Li Na. Questo è solo tennis per fortuna, il D-Day viene ricordato il 6 giugno. 

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