The hand of RafaIl tennis essendo uno sport che si gioca sulla terra non è esente dalle leggi che stabiliscono l’andamento dei ritmi e della vita su questo pianeta. La persistenza, ovvero la tendenza a resistere nelle proprie posizioni acquisite, è anch’essa da considerare una realtà di questo globo a forma di ellissoide.
Così le teste di serie del torneo anche oggi, salvo qualche eccezione, sono rimaste in gara. L’italiano Bolelli è riuscito a tenere testa nonostante il punteggio lo indichi sconfitto per 3 set a 0 al più quotato scozzese Andy Murray. Ha tenuto bene nel primo set con il dritto ed è stato sempre in vantaggio finché Andy non è riuscito a recuperare il break di svantaggio per issarsi al tie break. Qui è stato ancora una volta il rovescio a tradire l’italiano che continuava con un buon ritmo e una buona pensione con il fondamentale diritto. Simone riuscirà a lottare anche nelle altre due frazioni di gioco con la conseguenza che la partita si è prolungata per tre ore. Alla fine vincerà Andy Murray con un punteggio forse più semplice di quello che avrebbe potuto essere costretto a subire.
Va bene alla testa di serie numero uno Rafael Nadal, che aveva rischiato grosso al primo turno contro il bombardiere Isner. Aveva di fronte il connazionale Pablo Andujar che non ha saputo opporre la stessa resistenza del precedente avversario di Rafa. Così Andujar dopo un 75 e un 63 si erge al tie break del terzo set quasi per concedersi onore e soddisfazione.

Passa il turno anche la testa di serie numero cinque Robin Soderling che aveva di fronte lo spagnolo Albert Ramos 63, 64, 64. Sarà da valutare nei prossimi giorni la forma dello svedese.

Avanti anche Fernando Verdasco che è la testa di serie numero 16 del tabellone: il belga, e talentuoso, Xavier Malisse ha fatto come sempre vedere sprazzi del suo intuito, ma ha finito per crollare nel quarto set dopo aver vinto la terza frazione al tie break. La partita è finita 64,36, 76 (5), 61 per lo spagnolo.
La persistenza si evidenzia anche con il passaggio del turno dello statunitense Mardy Fish a dispetto dell’olandese Robin Haase, che resiste praticamente solo per 12 giochi: perde il primo set 76, per sette punti a uno al tie break e poi cede per 62,61.
Un lieve cambiamento si riscontra con l’uscita della testa di serie numero 20 Florian Mayer, il quale ha ceduto quasi di schianto contro il colombiano Alejiandro Falla. Mayer vince il primo set 64 e poi, dopo aver perso per sette punti a quattro il tie break del secondo crolla e subisce un 61,62.

Il cambiamento si ripete con l’uscita dal torneo di Sam Querry (24) che però perde da un Ivan Ljubicic dal passato nei primi 10 del mondo, in cui i colpi di coda tecnici ed agonistici non possono dirsi inaspettati. La partita finisce 76 (2), 64,64 per il croato.

È fuori anche il cipriota Marco Baghdatis che dall’alto del proprio numero 27 del tabellone subisce l’argentino Leonardo Mayer 75, 64, 76 (6). La sua sconfitta rientra comunque in un periodo di gioco incolore che sembra avvolgere Baghdatis da alcuni anni, ovvero da quando nel 2006 riuscì a raggiungere la finale dello Australian Open e la semifinale prestigiosa a Wimbledon. Da allora la sua Cipro sembra vivere nel ricordo e nell’illusione di un campione che ha già fatto soprattutto il suo per se stesso.

In attesa di quello che potrebbe essere uno scontro scintillante tra Novak Djokovic e Juan Martin del Potro, domani al terzo turno, non resta che apprezzare la realtà che prevede cambiamenti graduali che accadono quasi inosservati. E’ la persistenza, il cambiamento è impercettibile per quanto è graduale.

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