Tabelloni faciliArticolo pubblicato su pianetatennis.com

Il panorama umano non offre molto in questi giorni, così mi sono messo a dare un’occhiata un po’ più approfondita al tabellone del Roland Garros, attività per altro noiosa con tutti quei giocatori da tenere d’occhio. Ma la lotta politica a Milano con la Moratti che risponde seriamente a domande che sono palesemente uno scherzo su Twitter lascia ai suoi consulenti di marketing sul web una reputazione rinfrescata dall’ingenuità, per usare un eufemismo. In mezzo le religioni e i soliti spunti boccacceschi si mescolano in una prevedibilità tutta umana. Chiedete del sesso e del sacro a Dan Brown che con il suo Gesù e la sua Maddalena ha quasi venduto come la Bibbia, e il romanzo è uscito da qualche anno non da qualche millennio; ci sarà tempo per recuperare lo svantaggio.

Perciò lo sguardo, e l’attenzione agevolata verso la distrazione dal caldo di questi giorni, torna al tabellone. Roger Federer avanza, Nadal giocherà tra poco, mentre scrivo queste frasi, con John Isner che fa un eccesso della sua fisicità sul campo. Conferma che si può anche andare oltre: l’adattamento è una forma di equilibrio con l’ambiente. I rischi di estinzione risiedono anche nella crescita spropositata, e i pensieri vanno ai sistemi economici umani dove si cerca sempre una crescita a ogni costo, per poi fare i conti con le crisi. Miserie.

Djokovic è dalla parte di Federer ormai lo sanno tutti, ma il nome su cui si soffermano i miei pigri occhi è quello di Andy Murray che in quest’ora di pausa pranzo, per me, sta correndo su un campo per raggiungere una sfera gialla e colpirla oltre una rete di 91,4 cm di altezza al centro. E’ in un primo turno che non dovrebbe recargli problemi. Guardo meglio e la sua parte di tabellone mi sembra una placida oasi. Sì, se lo scozzese andrà avanti troverà in semifinale Rafael Nadal, ma fino al quarto di finale compreso non vedo avversari da considerare eccessivamente difficili. C’è il tedesco Jurgen Melzer che è la testa di serie numero 8, ma che ha raggiunto questo ranking con vittorie nei tornei minori e nelle prove dello slam non è mai andato oltre il quarto turno. Un fama da tornei 250, con due vittorie a Vienna, una a Bucarest e altri buoni piazzamenti che gli hanno permesso di entrare nei primi dieci del mondo. Non sembra rappresentare un pericolo eccessivo così come non sembra esserlo Nicolas Almagro.

Lo spagnolo è testa di serie numero 11 del torneo parigino e sulla terra ha il braccio caldo dopo la vittoria di Nizza, ma anche lui come il tedesco (nonostante il maggior numero di vittorie di cilindrata superiore), e se si potesse escludere il fatto di essere uno specialista, non ha il tennis per impensierire Andy Murray se non in condizioni particolari. Il quarto di tabellone (non di bue) più semplice sembra essere proprio questo. Lo scozzese ha quindi una strada che gli consentirebbe di arrivare alla semifinale con Nadal risparmiando energie, condizione che nel tennis degli atleti moderni non è da sottovalutare.

A vantaggio di Djokovic c’è che Berdych, dalla sua parte, è già uscito ma rimane Del Potro. Nadal invece ha ancora davanti a sé l’ipotesi complessa di Soderling e Federer se non avesse David Ferrer potrebbe essere più tranquillo,quasi come Murray per approdare alla sua semifinale. Comunque questa è solo critica letteraria da tabelloni alcune partite sono già finite, altre si stanno giocando.

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