Eliminare i conflitti

A passeggio con mio figlio, la mattina presto, attraverso un parco e cammino lungo una serie di viottoli pedonali immersi tra salici piangenti e qualche pino marittimo. In lontananza si intravede un campanile di una chiesa che sembra avvicinarsi al ritmo del mio passo, in realtà sono io che mi muovo. Alla mia destra il parco giochi per bambini è attraversato da un gruppo di persone che si dirigono verso la chiesa. L’aria è ancora fresca per questo ho deciso di indossare un impermeabile leggero che svolge la funzione di ripararmi dal vento che si sarebbe fatto sentire attraverso un abito penetrabile dalle maglie della trama e dell’ordito. Ne ha uno anche mio figlio, il suo “antivento”. Continuo ad avvicinarmi al gruppo con il quale siamo in rotta di collisione su un angolo di poco più di novanta gradi. Il brusio delle voci inizia a essere più distinto. Ora sento bene i toni delle singole persone e qualche parola. Un signore sopra gli ottant’anni mi passa davanti, lo seguono due donne, anche loro ottuagenarie. Ora comprendo le conversazioni, che i rintocchi delle campane non riescono più a coprire.

“La Clara ha avuto anche lei dei problemi.”

“Lo sapevo, me lo aveva detto Franco, il mese scorso.”

“Io prego sempre la Madonna. Tutte le sere.”

“Fai bene cara, la sua bontà è infinita”

“Lo sai?! A me mi ascolta di più che a lei. Di più che a Clara, intendo.”

“Ci credo, ci cedo.”

Il giorno in cui Silvio Berlusconi ha dichiarato che il parlamento non dovrebbe approvare leggi “contro la tradizione cristiana”, mi è tutto un po’ più chiaro.

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