L’idea che un essere onnisciente, onnipresente, plenipotenziario interferisca nelle vicende umane facendo scivolare una faglia sotto un’altra per oltre 400 chilometri e provochi circa 18.000 morti per cercare di affermare il suo superiore senso di giustizia purificatrice non va propriamente d’accordo con la carica di vicepresidente del CNR. Il Consiglio Nazionale sulle Ricerche che è un’istituzione per la ricerca scientifica e a quanto pare non ancora teologica. Per ora.

Nelle ultime dichiarazioni andate in onda su Radio Maria ha dichiarato che lo tsunami in Giappone e la conseguente morte e distruzione sarebbe un “castigo di Dio”, “un modo per purificare”, che le catastrofi siano “sicuramente un’esigenza di giustizia divina”, che “Dio se ne serve per raggiungere un fine alto della sua giustizia”, che “la morte di un colpevole è l’esecuzione di un decreto di colui che è padrone della vita e della morte”, che “il terremoto è un battesimo di sofferenza che ha purificato la loro anima perché Dio le ha voluto risparmiare un triste avvenire”.

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