Il lato oscuro

Alla fine il ruolo della sinistra in questo paese è sempre quello di riuscire a darsi la zappa sui piedi. Il lato oscuro della politica è quello di guardare il proprio interesse vicino, mai lungimiranza. Ci riescono perfettamente tutti anche quando parlano di energia nucleare. Alcuni opinionisti ritengono che raccontare la realtà dei fatti sia puramente propaganda. È una sorta di masochismo, un cervellotico meccanismo di autoannientamento. La gradualità risulta sconosciuta ai più e la resuscitano naturalmente solo i tedeschi, i quali quando si tratta di usare razionalmente il cervello ci riescono. Come diceva Nietzsche, purtroppo, “al di là del bene e del male”. Dove possa riscontrarsi la propaganda nell’evidenziare che in caso di incidente a una centrale nucleare i rischi siano maggiori per durata nel tempo ed estensione geografica di quelli che si potrebbero verificare in caso di incidente ad altre tipologie di centrali che producono energia elettrica è una ricerca a cui soltanto poche menti illuminate riescono a dare una soluzione. Spesso quello che trovano sono solo una serie di argomentazioni astratte e poco attinenti alla lealtà, nonché alla valutazione dei rischi in relazione alla verificabilità degli incidenti. Il calcolo del rischio in relazione alla probabilità degli incidenti e alla gravità dei danni eventuali rimane un approccio troppo sofisticato evidentemente. Discettare, invece, puntigliosamente in modo quasi pedante oltre che pignolo e astratto è tipico di un passato che in troppi faticano a superare, anche a destra per la verità.

In Giappone ci sono 55 centrali nucleari e se n’è guastata soltanto una, ma questo non è un approccio razionale al rischio perché i danni di una singola centrale possono essere prolungati nel tempo, sono invisibili, ci si difende male se non con strumenti tecnologici che permettono di rilevare la radioattività. L’inquinamento radioattivo inoltre una volta disperso nell’aria non è tecnicamente contenibile o pulibile al contrario dell’inquinamento da petrolio o gas (seppur dannoso). Mi sembra quindi chiaro che i danni dovuti a un guasto nella centrale nucleare possono essere estremamente più consistenti di quelli di altri impianti tecnologici. Questo è talmente evidente che infatti la sicurezza delle centrali nucleari deve essere necessariamente più alta e meglio organizzata. E non prendiamo in considerazione il plutonio.

C’è da chiedersi, pertanto, come riuscire a ridurre l’impatto percentuale dell’atomo sulla produzione di energia elettrica. Se ci si riesce per il 100% tanto meglio. Il dibattito politico non può prescindere dall’aspetto logico razionale, tecnico e scientifico. Solo ogni estremismo sarebbe propaganda, ma non mi sembra di avere letto articoli che siano andati oltre una chiara evidenza dei fatti. Evacuare 30 km territorio non è uno scherzo, specialmente nelle condizioni in cui è il Giappone. Tokio impensabile.  La radioattività nei cibi, che decadde a seconda della propria tipologia, non è assolutamente da sottovalutare. Un errore di informazione nella catena del DNA che può portare a sviluppare tumori, o malformazioni alla nascita credo siano danni che obiettivamente non possono essere equiparati a un inquinamento di tipo classico (petrolio) che può essere ripulito più o meno agevolmente e non ha una sua persistenza nel tempo paragonabile all’inquinamento da fissione nucleare. Il resto sono parole di argomentazioni surrettizie che in un senso o nell’altro finiscono per fare di tutta l’erba un fascio. Di ogni inquinamento un inquinamento, di ogni rischio semplicemente un rischio, di ogni sicurezza semplicemente sicurezza, di ogni danno semplicemente un danno. Un qualunquismo trasversale. Il lato oscuro.

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