Sono quelle che riesce a fare Fognini con Davidenko e anche quasta volta non è stato da meno. Peccato che gli manchi spesso, se non sempre, un guizzo in più. Avanti 4-1 si fa riprendere, anche se poi riesce a vincere il primo set. Negli altri due il russo ingrana la sua marcia dai ritmi forsennati e vince la partita per 6-2. E’ nel terzo set che all’italiano è mancata una lieve sicurezza in più, l’abitudine a fare affidamento su un colpo in tranquillità quando non si è tranquilli per niente, l’abilità acquisita di chi è abituato a lottare e vincere anche in situazioni complesse e sul filo di lana. La possibilità di rallentare leggermente il braccio e mantenere una palla suffiecientemente buona, non facillmente attaccabile. Accettabile in profondita per un palleggio di attesa quando si giocano punti che non consentono di tornare indietro una volta che sono stati persi. Davidenko strappa il servizio sul 4-4 e non apre spiragli quando è al servizio. Finisce 6-4 al terzo. Infatti indietro non è stato possibile tornare.

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