Chi può disporre della propria vita? Non noi stessi secondo gli illuminati Santanchè e Rotondi. Allora chi? Dio? Allah? Thor? Zeus? No!? La fatina dei denti, forse. L’elfo dei boschi, magari. Ora che la vita personale di qualcuno dipenda dall’elfo dei boschi o dalla fatina dei denti mi sembra alquanto arcaico, irrazionale e costrittivo. Soprattutto quando mancano prove concrete della loro esistenza. Forse sarebbe meglio che ognuno ne disponga secondo le fatine sue, dipende a quali crede. Sono fondamentalisti come i talebani stando alle loro dichiarazioni. Rotondi pensa, la Santanchè trasuda sicurezza e nessuno gli impone un’altra volontà ma non vadano a imporre la loro a liberi cittadini di un stato laico. Si comprino due sondini e si tengano in vita, magari stando zitti perchè contraddittori. Infatti non disponendo della porpria vita non dovrebbero nemmeno cercare di mantenersi in vita artificialmente quando in condizioni naturali sarebbe terminata, quindi niente sondini. Un bel corso di logica ai parlamentari, grazie.

Io penso che l’uomo non disponga della sua vita, e naturalmente non sono disposto a votare una legge che non tenga conto di questo.

(Gianfranco Rotondi, Un giorno da pecora, 9 marzo 2011)

Ripeto, la vita non è un bene disponibile, e quindi c’è qualcuno che sta sopra di noi che ne può disporre: noi non possiamo disporre della nostra vita.

(Daniela Santanchè, 28 minuti, 9 marzo 2011)

Via Metilparaben

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