Accendo e metto su Eusosport. Non è un’enorme sorpresa ma il 6-4 con cui la schiavone ha vinto il primo set contro Svetlana (irriconoscibile non a causa del suo tennis) mi conferisce una sensazione di gradevole avvenimento inaspettato. Poi lo sguardo scivola sul punteggio del set in corso, sono attimi, impercettibili movimenti del cristallino, e qui i problemi sembrano ritornare a una logica tutta matematica.La Kuznestova è in vantaggio 5-1. Neanche mi siedo sul divano, il volume è al minimo, un avambraccio è appoggiato su un bracciolo della sedia mentre un gomito è appuntellato per sorreggere il viso che preme sul palmo della mano destra. Il game si trascina ai vantaggi e vive di vita propria appoggiandosi a destra e a sinistra agli errori altalenanti delle due giocatrici. Sembrano stanche sotto quel sole australiano. Poi l’equilibrio si rompe quando l’italiana commette un errore di diritto: dal centro fuori sulla sua destra. Lungo di un buon metro. 6-1 Svetlana. Ci attende il terzo set: la vedo problematica ma non impossibile.

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