Nella giornata in cui Robin Soderling conquista il suo primo Master Series o 1000, come usa chiamarli attualmente, su Gael Monfils, che aveva eliminato Roger Federer e Andy Murray alla Ferrari portano a termine la frittata strategica dell’anno. Rompono le uova, e le uova una volta rotte si possono cucinare strapazzate o a frittata, stando attenti a scansare i pezzettini di guscio che rimangono invischiati nella chiara. Tutta la colpa non è poi nemmeno del muretto dei box, perché se vogliamo risalire alla partenza l’errore di Alonso, che ha perso una posizione a vantaggio di Button, non è nemmeno troppo piccolo e ha innescato la serie di conseguenze strategicamente sbagliate commesse al muretto. Se lo spagnolo avesse conservato la terza posizione molto probabilmente a nessuno sarebbe balenato nella mente di anticipare la sosta che ha lasciato la Ferrari di Fernando a succhiare gli scarichi della Renault di Petrov per mezzo gran premio. Un causa provoca un effetto che a sua volta diviene causa e ingigantisce i problemi fino al danno estremo delle sconfitta nel mondiale, che viene conquistato da Vettel.

Soderling invece vince Parigi Bercy. Nel primo set lascia un solo game al francese Monfils. Finisce così l’ultimo master 1000 dell’anno. Con lo svizzero Federer che ha segnato il passo accumulando più sconfitte di quelle dei due anni passati, compresa quella a Wimbledon per mano e per racchetta di Berdych. Nadal invece si porta a casa tre quarti di grande slam insediandosi nella prima posizione dopo l’era Federer. Sembra proprio un cambio al vertice. Rimane da disputare il Master di fine anno a Londra: otto giocatori, due gironi da quattro e poi semifinali e finali.

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