I documenti su Wikileaks chiamano in causa anche gli italiani in merito a due casi: uno di questi è quello del sergente Salvatore Marracino che secondo la versione ufficiale si sarebbe sparato da solo mentre cercava di sbloccare un’arma inceppata. La versione che invece si legge su Wikileaks descriva una situazione in cui il sergente sarebbe stato colpito da un colpo partito accidentalmente ad altri e quindi non sparato da lui. La Russa sostiene che non c’è ragione di dubitare della versione dell’esercito. Sarà! Ma vi è mai capitato di vedere qualcuno tentare di sbloccare un’arma puntandosela contro consapevole di avere il colpo in canna? Inoltre nel poligono di tiro le procedure da rispettare sono ferree e precise, almeno sulla carta: nel caso in cui s’inceppi un’arma si alza il braccio e si mantiene la canna dell’arma puntata sul bersaglio. Non ci si gira di fianco o indietro per nessuna ragione, tanto meno è consigliato rivolgere l’arma verso se stessi. Ora siccome questo ragazzo era un professionista  certe versioni come minimo ne svalutano la preparazione.

Ora emerge che in un rapporto americano datato il 15 marzo 2005, classificato segreto e pubblicato da Wikileaks con diversi omissis, si legge che “alle ore 13, (un militare italiano) stava prendendo parte a un’esercitazione di tiro a Nassiriya. E’ stato accidentalmente colpito (alla testa). E’ stato trasferito all’ospedale in Camp (Mittica) e classificato come vittima per incidente. E’ stato trasferito all’Ospedale navale di (Kuwait City). E’ morto alle 16.45 circa”, ora locale. 

Sul Wikileaks la “battaglia dei ponti” La Russa: “La versione è quella già data” – Repubblica.it

Annunci