Piegare i cucchiaini con la forza del pensiero.

 

John Mcenroe, un diritto in salto

 

Il primo che ne fece parlare fu John McEnroe. Sembrava che avesse stravolto la tecnica di gioco. “E’ un errore”, si diceva: “ci può riuscire solo lui”. Il riferimento era al colpire saltando, fuori posizione, con poco equilibrio del corpo. Di equilibri ce ne sono tre: stabile, instabile e indifferente. Mc colpiva in equilibrio instabile, molto spesso, quasi sempre, sempre. Salticchiava sul rovescio e sul diritto pizzicando il terreno con le punte dei piedi e il braccio a volte sembrava contratto quando si muoveva incontro alla palla. Il servizio poi era un colpo considerato ineguagliabile.

 

Nadal colpisce fuori equilibrio

 

Impensabile imitarlo: spalle alla rete. “Non lo copiate”, dicevano i maestri. “Non si colpisce saltando. Non si colpisce con il peso indietro. Non si colpisce in corsa.” Non avevano ancora assaporato il fascino della PNL, evidentemente. Sono errori in relazione alla tecnica di gioco corretta. Il fatto acclarato che l’americano riuscisse a tenere in campo la palla rimbalzava tra le parole e i pensieri come un mistero.

 

Nadal colpisce saltando

 

“Come ci riesce?” “Come fa?” Erano i quesiti più comuni che si sentivano ripetere dagli appassionati. La spiegazione è rimasta inarrivabile nella sua semplicità, probabilmente proprio a causa della su semplicità. Anche Wallace, che ormai non potrà sapere, attribuiva la spiegazione a ineguagliabili abilità di timing nel colpo e prontezza di riflessi, occhi che vedono meglio.

 

Nadal colpisce in corsa

 

Non da escludere, ovviamente, ma non sufficiente, non esaustiva, anzi accessoria come spiegazione. Anche David Foster Wallace, sì, perché McEnroe non è mai stato solo, in realtà, nelle sue particolari soluzioni di gioco inspiegabili, anche a Federer capita di colpire in condizioni arrangiate, succede anche a Nadal, accade un po’ a tutti.

 

Roger Federer colpisce saltando

 

L’unica differenza, e non è una differenza da poco, è che ai signori sopra menzionati il colpo rimane in campo e spesso è anche un gran colpo. Il CICAP potrebbe trovare interessante come si possa essere radicata la convinzione che certi giocatori siano in grado di piegare cucchiaini con la forza del pensiero, ma oltre alla spiegazione mistica ce n’è una fisica. E’ la bellezza affascinante della risultante di tutte le forze in gioco: segmenti, masse, equilibri, posture, trazioni e impatti, salti e spostamenti.

 

Federer colpisce cadendo indietro

 

Alcuni si annullano a vicenda, altri collaborano in sincrono perfetto, qualcuno influisce più degli altri e sopperisce da solo a condizioni negative, improduttive, permettendo di segnare un segno più quando l’intero corpo retrocede, tende a cedere verso sinistra o a destra, si muove d’istinto in salto verso l’alto e non in avanti. Quando tutto intorno sembra crollare per il suo equilibrio instabile l’arto e la sua tennistica estensione avanzano con forma di tre segmenti che controbilanciano l’intero sistema. Il mito cede spazio alla logica, il mistero alla scienza.

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