Racchetta Junior anni '70

Molto probabilmente si trattava di una necessità piuttosto che di una scelta, ma questa constatazione non cambia la realtà: ovvero che alla fine consentivano a più persone di imparare meglio. Quella della foto è la mia prima racchetta. Una Intersport di legno dal peso di 323 grammi e il piatto intorno ai 65 pollici. E’ una Junior che poteva essere usata tranquillamente da un ragazzo di 7 anni, forse anche meno. L’evoluzione ha introdotto una serie di modelli da adulto che difficilmente raggiungono i 300 grammi, ma questo cambiamento non è stato seguito da una adeguata modifica del campo, che è sempre rimasto lo stesso. Lungo 23 metri circa. Anche ammettendo, ma non è così scontato, che l’energia dovuta al peso sia stata sostituita da un maggiore “effetto trampolino” delle corde in un piatto più ampio tale cambiamento non può che andare a scapito del controllo. La spinta dovuta all’elasticità della corda è un lavoro su cui non si può influire più di tanto. La corda si piega e rilancia senza che ci si possa fare molto. Al contrario muovere una massa per condurla all’impatto con diversi angoli di incidenza e velocità permette maggiormente che rotazione e profondità dipendano dal nostro movimento e non dalla funzione di un elastico la cui tensione può variare con il tempo anche nel corso di una partita. La meticolosità con cui i professionisti cambiano le racchette per avere corde nuove ogni 9 game ne è un esempio.

Oggi invece un ragazzo di dieci anni scende in campo con una racchetta che a stento arriva ai 200 grammi e la situazione non cambia per gli adulti. La prima conseguenza è che chi prima riusciva a fare dieci metri ora forse ne fa uno in meno se non sfrutta un elastico dalla tensione variabile. Tutto ciò impedisce da subito di imparare il gesto e la sua modulazione. Sono sempre meno quelli che compensano nonostante ci siano più appassionati e giocatori anche solo di 50 anni fa, è sufficiente guardare Gasquet o i fratelli Rochus. Molti si adagiano su questo dato di fatto ma la soluzione è più vicina di quello che si possa pensare. E’ sufficiente evitare di dare per scontato quello che ci viene offerto e aggiungere quello che è stato tolto. Essere leggermente contro intuitivi ed evitare di pensare che la manovrabilità assoluta sia tutto. Se un ragazzo può usare una racchetta così è lecito domandarsi dove sia il limite di un adulto. Ora è passata a mio figlio, peccato che l’ovale si sia un po’ deformato. Mi sono dimenticato di metterla in una morsa.

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