Antonio Catricalà

Parrebbe essere questo il pensiero dominante del signor Catricalà che dopo il congelamento dei fondi della banda larga vede come unica soluzione una rete a due velocità. Meno male che è presidente dell’Antitrust, chissà se fosse stato CEO di qualche azienda interessata. Chi non ha una lira deve andare lento meglio se utilizza il piccione viaggiatore e non rompe a chi vuole continuare a controllare l’informazione e i suoi contenuti, sembra questo il messaggio tra le righe. A qualcuno si da la licenza per le frequenze a livello nazionale, praticamente in duopolio, e gli altri si arrangino, come accade già per le televisioni.

No alla net neutrality

Uno parla e tutti gli altri ascoltano, uno legge la Bibbia e gli altri pregano zitti. Questo secondo il signor Catricalà è “una cosa buona per il paese”. In un paese in cui l’alta velocità arriva poco e male la scusa è buona per formalizzare e istituzionalizzare il difetto? Alcuni sempre male o peggio e altri sempre meglio. Se garantisce il presidente dell’autorità garante della concorrenza e del mercato possiamo dormire sonni agitati. Devono avere qualche scheletro nell’armadio. Chiediamo al Giornale se se la sente di preparare un “dossieraggio”, che sembra essere tanto di moda. O sono dalla stessa parte?

Via Zeus News

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