Djokovic, intendo. Aveva ceduto di schianto sul cinque pari del primo set e dopo il 6-1 nel secondo, per una forse insolita ma affascinante ricorrenza aveva perso il servizio nuovamente nel terzo set nel game più delicato (0-40 sul suo servizio con lo svizzero in vantaggio 6-5). Ma le ricorrenze storiche alla Vico non sono mai solitarie, evidentemente, e nemmeno le fascinazioni. Considerarle coincidenze è più affascinante anche se non cambia la sostanza di una piacevole casualità. Il numero due del mondo collassava anche nel quarto set che perdeva 6-2, probabilmente preda degli alti e bassi dovuti all’età e a una capacità psicofisica che non ha più né la fermezza tanto meno la costanza di un tempo. Era il quinto set che ripeteva il punteggio ma cambiava gli equilibri nonché i corsi e i ricorsi storici dei primi quattro, infatti finirà 7-5 come quelli  a favore dello svizzero ma stavolta lo vincerà il serbo insieme alla partita. Nole in finale, la prima in uno Slam da quell’ormai lontano gennaio del 2008, poi cambio racchette lasciando la Wilson (una coincidenza). Ci sarà Nadal in finale e se gli ippopotami non volano, e non volano, salvo casi particolari vincerà il più pesante dei due. Lo spagnolo rischia di diventare il 7 tennista nella storia ad aver vinto tutte le prove dello slam anche se non nello stesso anno. Al gruppo dei cinque si era aggiunto Federer in occasione del Roland Garros dello scorso anno. Nello stesso anno li hanno vinti solo Rod Laver e Don Budge, ancora.

Pianeta Tennis – US OPEN: impresa Djokovic, Federer ko!.

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