Lo svedese ha dimostrato la sua tenacia nella semifinale che lo vedeva opposto a Berdych. E’ riuscito a mantenere la calma e la concentrazione nonostante il suo drittone lo avesse abbandonato in molti momenti della partita. Colpa dei campi più asciutti, delle temperature più elevate, e di una conseguente maggiore velocità di palla, che, a suo dire (c’è da crederci) ha creato non pochi problemi in preparazione del colpo. Infatti l’apertura del dritto dello svedese è molto ampia e sconta le condizioni di gioco veloci, dove i tempi di reazione devono essere più brevi per necessità. Bravo Ocleppo che in telecronaca per Eurosport ha individuato subito le cause che provocavano le difficoltà a Soderling, che però tiene duro e vince al quinto.

Nadal invece spazza via Melzer che non è riuscito a opporre solide resistenze. 62, 63 poi un calo di Nadal permetteva all’austriaco di risalire fino tie break nel terzo set. Il gioco decisivo veniva però vinto dallo spagnolo e così finiva la semifinale con un quasi ritrovato Nadal a livelli di gioco del 2008. Scrivo quasi perché molto probabilmente gli manca ancora un po’ di condizione sulla lunga distanza. Se domenica vincerà la finale ritornerà ad essere il numero uno al mondo, ma avrà difronte un avversario molto solido, alla sua seconda finale in terra francese, e che molto probabilmente riuscirà a indurlo a utilizzare ogni energia. Anche se la mano di Rafa è la mano di Rafa.

Oggi si gioca la finale femminile. La Rai in extremis ha acquistato i diritti da Eurosport e finalmente, dai tempi in cui presero piede i detrattori della tv e del tennis in chiaro, anche chi non paga nessun abbonamento per satellite potrà vedere una partita in diretta. E’ dai tempi della maturità quando mi sdraiavo sul divano a godermi l’idea di fresco dell’erba di Wimbledon in televisione che in Italia non c’è stato verso di vedere una partita senza dover obbligatoriamente pagare un abbonamento. Forse è anche per questo che le persone non si affezionano a questo sport: semplicemente ne ignorano l’esistenza. Fino ad oggi, giorno del grande risveglio dal sonno di uno sport dimenticato e soporifera letteratura al seguito.

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