Non ha perso tempo infatti, vincendo le due partite consecutive che è stato costretto a giocare anche a causa di una non impeccabile programmazione degli organizzatori del Roland Garros. Così ieri prima è toccato a Zeballos e ieri all’ex numero uno del mondo Lleyton Hewitt, che approfittò di un periodo di regno vacante. Rafa non aveva assolutamente intenzione di passare troppe ore sui campi e così ha iniziato a martellare con suo diritto uncinato sul rovescio dell’australiano per poi, chiudere in lungo linea quando Hewitt era fuori dal campo. Molti punti hanno seguito questo schema. Che si stia allenando a giocare sul rovescio di Federer? E’ un’ipotesi. L’impressione più vivida è che la sua palla abbi ritrovato rotazione e incisività: un rimbalzo alto e profondo che costringeva l’avversario almeno un paio di metri dietro la riga di fondo campo anche se il rimbalzo avveniva poco dopo la linea del servizio. Difficile prendere campo: l’anticipo sarebbe sin troppo sopra la spalla e il mezzo volo è impensabile. Le uniche volte che Hewitt riusciva a prendere il controllo del punto avveniva sul suo servizio, con la prima palla, una condizione statisticamente poco produttiva. Nadal chiude in tre set: 63, 64, 63.

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