Gulbis vince la sua partita serale con Lopez e si qualifica per la semifinale impedendo agli spagnoli di fare quattro presenze su quattro posti disponibili. Incontrerà Rafael Nadal che ha sconfitto uno Stanislas Wawrinka che ha giocato forse uno dei migliori set della sua vita (il primo) perdendolo, in modo tale che l’impercettibile calo nel secondo è stato responsabile di un punteggio schiacciante almeno in apparenza (61), anche se il numero due svizzero ha continuato a giocare un ottimo tennis. Nadal invece è sembrato incontenibile a tratti straripante. L’altra semifinale vedrà difronte Ferrer e Verdasco: il primo ha avuto la meglio sul francese Tsonga che quando si tratta di muoversi molto paga il portare a spasso nel campo la sua mole; il secondo ha invece eliminato il serbo Djokovic che sembra un motore al quale è stato messo un limitatore di velocità che gli impedisce di salire ai livelli di quando riuscì a eliminare Roger Federer in semifinale e vincere su Tsonga in finale allo Australian Open. Che tristezza! Apici, pedici e rendimenti da mezza via, questi ultimi sembrano quelli su cui si sono adagiati sia il serbo che il francese.

L’unica diversità in queste semifinali è quindi un rosso tra gli andalusi, per intendere coloro che discendono dal regno di Al Andalus. Ricordano i tratti di Monsour Baharmi, l’iraniano.

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